Istanbul, calo dei turisti mette in crisi il museo Pamuk

Sono sempre meno i turisti al museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk, premio Nobel della letteratura nel 2006. Il Museo dell’Innocenza è una delle maggiori attrattive del turismo culturale ad Istanbul sin dalla sua apertura, nel 2012. In tre piani di cimeli e ricostruzioni d’epoca, ci si immerge per immaginare come si stava sulle rive del Bosforo nella seconda metà del Novecento, e per capire come si è arrivati alla metropoli tentacolare che oggi accoglie oltre 15 milioni di persone.

Ma oggi il sogno di Pamuk deve fare i conti con la fuga dei turisti. Già prima del golpe, gli stranieri venuti in Turchia erano 6 milioni in meno dello scorso anno. “Per i turisti che arrivano dall’estero, il museo è una delle tre principali destinazioni culturali per conoscere la vita quotidiana di Istanbul. Sappiamo che quando vengono in città, vengono al Museo dell’Innocenza, ma la situazione che stiamo vivendo adesso è imprevedibile”, racconta Pamuk. 

Se il governo di Ankara punta a limitare i danni al turismo favorendo il ritorno dei russi e guardando ai Paesi del Golfo, l’assenza degli occidentali colpisce pesantemente le istituzioni culturali come il Museo. Prima della crisi, 7 visitatori su 10 erano stranieri, principalmente tedeschi e americani. Un anno fa, questi erano giorni di boom per la struttura, scelta anche tra le location della Biennale. Alla fine del 2015, si registravano 35 mila presenze. Oggi, i biglietti staccati sono scesi del 40%, con un trend negativo iniziato dopo l’attentato di gennaio nella zona storica di Sultanahmet.

“Con il golpe ci siamo resi definitivamente conto che non saremmo tornati ai livelli dello scorso anno. Stiamo vivendo un grosso declino di visitatori stranieri. Ma è la maggior parte dei musei, come il Pera o Istanbul Modern, a trovarsi in una situazione simile, o anche peggiore”, spiega Onur Karaoglu, direttore del museo.     

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