La Grecia ha perso 500mila turisti per calamità naturali

La Grecia ha perso 500mila turisti stranieri e 1,2 miliardi di euro in entrate turistiche questa estate, a causa delle calamità naturali che hanno colpito il Paese e a causa dell’inflazione che ha limitato il reddito disponibile dei visitatori. È quanto emerge da un rapporto sul turismo del dipartimento di Analisi economica della Banca Nazionale greca, riportato da Kathimerini.

Complessivamente, quest’anno la Grecia ha superato il numero degli arrivi di turisti stranieri rispetto al 2019, ma se si guardano i singoli mesi estivi, mentre giugno e luglio hanno registrato un aumento del 6,5% rispetto al 2019, agosto ha chiuso a -4% rispetto al 2019. Secondo lo studio i disastri naturali, in particolare le ondate di calore e gli incendi divampati dalla fine di luglio possono essere considerati la causa del calo di agosto, che sarebbe costato 300mila arrivi di viaggiatori stranieri in meno, in base alla stima basata sui parametri dello stesso mese nel 2019.

Un quadro simile viene illustrato anche dai risultati di settembre, quando la Grecia centrale è stata devastata dalle alluvioni: in questo mese si è registrato solo un aumento marginale degli arrivi (+0,6% rispetto al 2019), un dato significativamente inferiore a quello di giugno di quest’anno, quando è iniziata l’estate.

Secondo lo studio, a settembre si sarebbero verificati 200mila arrivi in meno dei viaggiatori stranieri. Il calo degli arrivi per effetto della crisi climatica avrebbe comportato la perdita di entrate per 300 milioni di euro. Allo stesso tempo, “l’inflazione ha limitato il budget dei turisti, portando a una contrazione della spesa reale per arrivo (-5% rispetto al 2019), per cui i consumi reali relativamente limitati dei turisti sono
costati altri 900 milioni di euro”, si legge nello studio.

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