G20s spiagge: nel 2021 il summit a Jesolo, a Vieste passaggio testimone

Sarà Jesolo (Venezia) a ospitare nel 2021 la quarta edizione del “G-20s”, il summit annuale che raccoglie le principali località balneari d’Italia, e la cui edizione 2020 si è appena conclusa a Vieste (Foggia). Dopo Bibione, Castiglione della Pescaia e Vieste, spetterà a Jesolo dare voce alle istanze del turismo balneare italiano e al percorso per il riconoscimento dello “status di città balneare”.

Il passaggio di testimone, rappresentato da un piccolo faro rosso e bianco, è avvenuto da parte del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti all’assessore jesolano Flavia Pastò delegata dal sindaco Valerio Zoggia (nella foto). “Siamo soddisfatti – ha detto Pastò – del grande lavoro che c’è stato in questi giorni a Vieste e del clima di grande affiatamento di tutte le località per raggiungere un obiettivo comune: dare alle spiagge italiane un riconoscimento che non sia solo di facciata ma anche di sostanza e permetta di risolvere questioni come l’erosione, la sicurezza, la fiscalità e semplificazione amministrativa, tutti elementi di primo piano per lo sviluppo e la sopravvivenza delle città stesse”.

Per Zoggia “questo meeting che riunisce le più importanti spiagge d’Italia ha mostrato concretezza e grazie alla diversità di prospettive offerte da località balneari diverse tra di loro contribuisce ad arricchire la conoscenza e l’efficacia delle iniziative a sostegno di un comparto che registra oltre 70 milioni di presenze turistiche. Sarà nostro impegno e nostra cura mantenere alto il profilo e l’impronta data dal G-20s e al mondo del turismo balneare”, conclude.

“Dopo oltre 2 mesi di chiusura forzata in casa, per contrastare la diffusione virale, il nostro Paese ha ritrovato la serenità e la normalità proprio frequentando gli stabilimenti balneari italiani – ha affermato Antonio Capacchione, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio -. La balneazione attrezzata italiana ha vinto, in definitiva, la sfida di coniugare socialità con la sicurezza. Pertanto, di fronte all’importanza dei questo settore, sconcerta ancora di più che le Istituzioni siano in ritardo nella sua messa in sicurezza giuridica ed economica. Così come disorienta che nei molteplici interventi normativi, sin qui adottati dal Governo, non vi sia stato alcun provvedimento in favore degli imprenditori balneari, relativamente al canone o di modifica del trattamento fiscale ingiusto per le 30.000 imprese, (dall’aliquota IVA al 22% invece che al 10% come per tutte le altre aziende turistiche, al pagamento della TARI per l’intero anno e non per il periodo di effettivo esercizio dell’attività, ecc.). Di questa penalizzazione è emblematico che le aziende balneari siano le uniche ad essere state escluse dal credito di imposta del 65% previsto per gli investimenti nel turismo”.

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