Gerusalemme, la tomba di Gesù attrazione per turisti

Il sepolcro scoperto dal regista Cameron. Scettici gli archeologi

La presunta tomba di Gesù a Talpiot, che il regista del “Titanic” James Cameron afferma di avere “scoperto” in un documentario lanciato negli ultimi giorni, potrebbe diventare un’attrazione turistica. L’Autorità delle Antichità israeliane e il comune di Gerusalemme, ha scritto il quotidiano Jerusalem Post, non escludono infatti di aprire il sito ai turisti in futuro. Molto dipenderà dal successo che avranno le tesi di Cameron. Per ora la grotta nella quale 27 anni fa sono state trovate 10 urne funebri, che secondo Cameron apparterrebbero a Gesù e alla sua “famiglia”, si trova sotto i palazzi costruiti a Talpiot negli anni 1980 e non è accessibile al pubblico. La “scoperta” di Cameron è stata però respinta da alcuni fra i più autorevoli archeologi attivi nella regione. Sono “cose commerciali”, ha seccamente commentato Michele Piccirillo, che dal 1973 guida gli scavi francescani in Terrasanta e dirige l’istituto di archeologia di Amman. Di parere analogo Amos Kloner: l’archeologo israeliano, che nel 1980 guidò i lavori nella cripta, ritiene poco plausibile “che Gesù e i suoi avessero una tomba di famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo Cristo”.

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