venerdì, 22 Ottobre 2021

Alitalia: Bonomi, necessario l’intervento della Politica per Par Condicio tra i cieli

La compagnia intende rimanere global carrier, ma l’intero sistema deve cooperare

Un ”richiamo forte” alla politica, ”non perché fino ad oggi abbia latitato”, ma perché serve un
sforzo effettivo per garantire condizioni di ”par condicio” sul mercato, tra vettori e nei confronti degli altri operatori del settore. E’ quanto chiede Alitalia in vista della presentazione del nuovo piano industriale e per bocca del suo presidente, Giuseppe Bonomi, sentito al telefono dall’Agenzia Ansa al termine della riunione tra governo, sindacati ed operatori sulla crisi del trasporto aereo. Alitalia, ha ricordato Bonomi, ”intende restare un global carrier” ma per farlo serve un rafforzamento di tutto il ”sistema” del trasporto aereo. ”Tutto questo – ha spiegato il presidente di Alitalia – può essere fatto senza ledere la concorrenza”. Per Bonomi, infatti, Alitalia si sta confrontando con un concorrenza degli altri vettori che, in qualche modo, riesce ad essere tutelata. ”Penso a come reagiscono in Francia o Germania all’aggressione delle compagnie low cost. Lì esistono infatti dei sistemi tariffari che, di fatto, neutralizzano la portata aggressiva delle low cost” ha detto Bonomi, che ha anche spiegato: ”noi pensiamo che le compagnie che vogliono fornire un adeguato servizio ai propri clienti debbano avere una diversa tutela rispetto a quelle altre. Altrimenti succede che in Italia c’è l’aggressione delle compagnie low cost e in Germania no”. Non solo, ”Alitalia si sta ponendo come vettore ‘principale’ o di ‘riferimento’ rispetto agli altri anche per quanto riguarda le regole”. Per farlo bisogna tuttavia chiarire subito quali sono gli obiettivi di dimensionamento e, questo, ”Alitalia lo farà anche nel prossimo piano industriale”. La compagnia vuole infatti ”continuare ad essere un global carrier e, quindi, ha
la necessità di presentarsi con un’offerta sul lungo raggio adeguata. Questa – ha spiegato ancora Bonomi- deve però essere alimentata anche dallo sviluppo della rete interna. Obiettivo che, a sua volta, può essere realizzato senza ledere la concorrenza interna”. Una delle strade per raggiungere questo obiettivo è, ad esempio, ”l’uso delle infrastrutture aeroportuali nazionali” che, in assenza di una politica di sistema, ”restano sottoutilizzate e, se sono sottoutilizzate, restano anche senza investimenti”. Tornando al ”leit motiv – conclude Bonomi – bisogna fare sistema: non per dare vita a concentrazioni industriali ma per perseguire obiettivi industriali di interesse nazionale”. Per il presidente di Alitalia, infine, esistono ”una serie di distonie nazionali” da correggere. ”Le compagnie aeree, ad esempio, vivono in un contesto liberalizzato ma si trovano a confrontarsi con alcune situazioni di monopolio di fatto, rappresentate da alcuni suoi interlocutori naturali”. Le airlines, inoltre, oltre a confrontarsi con alcuni gestori di servizi che godono di questa situazione di mercato privilegiata, devono, nel caso italiano, fare i conti con alcuni fattori aggiuntivi che peggiorano la loro situazione di concorrenza con gli altri vettori europei, a partire dal costo del carburante fino al trattamento fiscale di alcune componenti come i biglietti. ”Su questi temi – conclude Bonomi – è possibile arrivare ad un adeguamento con gli altri paesi europei”.

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