domenica, 17 Gennaio 2021

Italiani alla ricerca di mete tranquille

L’indagine del Touring evidenzia la voglia di estero, ma senza rischi

Dove andranno gli italiani nell’estate del dopo-guerra in Iraq, della Sars e del timore del terrorismo? Dovunque, ma tendenzialmente al riparo da rischi e sorprese. Questa la risposta che arriva dalla quinta indagine del Touring Club Italiano sulle vacanze all’estero degli italiani, diffusa oggi dal Centro Studi Touring. E così, il dossier rivela che per i 4,5 milioni di italiani che andranno oltre confine a prevalere è la voglia di Europa, di mare, di mete e formule sicure al riparo da rischi e sorprese. Tra il luglio e il settembre 2002, sono stati 4,8 milioni gli italiani che hanno fatto una vacanza all’estero, numero che quest’anno sembra destinato a scendere, anche se di
poco, probabilmente a causa della perdurante crisi economica e del senso di insicurezza seguito al conflitto in Iraq, all’allarme Sars e al timore di attentati. Dei 4,5 milioni di nostri connazionali che andranno all’estero, la ricerca del Tci ha indagato mete, stili, comportamenti, spesa media, attraverso una ricerca capillare svolta presso un campione rappresentativo di agenzie di viaggio e tour operator e che ha messo in evidenza una serie di tendenze. Prima di tutto, continua la crescita dell’area mediterranea e in particolare di Spagna e Grecia con una forte predilezione per le isole. Sempre meglio anche il Nord Europa, anche grazie all’offerta differenziata (crociere, tour particolari, trekking) presente in tutta l’area scandinava. Ma in auge tornano le grandi città, con in testa Londra e Parigi in testa, ma anche San Pietroburgo, dopo la relativa stagnazione dell’anno scorso. Si conferma l’interesse per l’Irlanda, meta di un turismo giovane e itinerante e molto bene anche la Croazia, anche per fine estate, mentre fuori dall’Europa ad attrarre di più sono Messico e tutta l’area caraibica, con Santo Domingo e Cuba, seguite dalle isole dell’Oceano Indiano, che nonostante la bassa stagione continuano ad avere una buona performance. Vanno bene anche Francia (con la Corsica) e Gran Bretagna, mentre gli Stati Uniti contengono il calo, anche grazie al cambio favorevole euro/dollaro. Tendenze positive si segnalano per il Sudafrica, mentre un netto calo della domanda riguarda i paesi colpiti da crisi politico-economiche come l’Argentina e il Venezuela. Pesa l’allarme Sars, che penalizza il Canada ma soprattutto tutto l’Oriente, anche quando sostenuto da politiche tariffarie speciali, con ripercussioni anche su mete sicure come la Thailandia e l’Australia, che comportano scali intermedi. Forte anche il calo per la Turchia, percepita come meta a rischio, e per le mete nord africane come Tunisia e Marocco, anche se sostenute da politiche di prezzo. Arresto totale delle prenotazioni per il Medio Oriente a causa dei problemi interni e del terrorismo internazionale: a soffrirne, oltre a Israele, anche Giordania e Siria. Sotto il profilo dei comportamenti e degli stili di viaggio, determinati anche da valutazioni sul fronte economico e della sicurezza personale, il Touring ha rilevato che il turista è sempre più sensibile al rapporto qualità-prezzo e richiede standard sempre più elevati, fattore questo che si ripercuote anche sulla scelta delle località. Sul fronte della sicurezza, i turisti chiedono maggiori consigli sulle località di destinazione ma non si rileva uno stato di allarme particolare: ad esempio, non vengono richieste formule assicurative aggiuntive né vaccinazioni ulteriori. Per quanto riguarda poi la scelta del tipo di vacanza da acquistare, i viaggiatori italiani continuano a preferire i pacchetti all inclusive, che permettono una precisa previsione di spesa e sembrano poter garantire maggior sicurezza: il villaggio continua ad essere la formula più richiesta, forte anche della crescita della domanda delle famiglie che possono così soddisfare anche le esigenze dei figli. Le crociere, anche quelle fluviali, crescono ancora sia nel Mediterraneo sia nel Nord Europa, e si consolidano il turismo plein air e l’agriturismo mentre il bed&breakfast appare in costante ascesa. Ma chi sono i viaggiatori italiani che scelgono di passare le vacanze estive all’estero? Secondo la ricerca del Touring, si avvalgono sempre più di Internet, ma solo per la ricerca di informazioni e immagini più che per l’acquisto vero e proprio, che si perfeziona ancora sui canali tradizionali e i viaggiatori che tradizionalmente si rivolgono agli operatori intermediari sono principalmente coppie e famiglie. Stazionari i gruppi, mentre ancora pochi sembrano essere i single, penalizzati da un’offerta relativamente rigida e poco orientata al viaggiatore individuale. Quanto alla durata, la formula media richiesta è di 7-10 giorni, mentre la spesa media sarà di 970 euro, 100 in più dello scorso anno.

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