martedì, 2 Marzo 2021

Trasporto aereo, il Governo deve intervenire sul caro-greggio

I Sindacati parlano di compagnie aeree ormai in ginocchio

Il prezzo del petrolio sta mettendo in
ginocchio le compagnie aeree e la maggior parte di queste ”sta
affogando, con il rischio di gravi ripercussioni sull’economia
piu’ in generale. Occorre un serio e immediato intervento del
governo, su accise e iva, per affrontare questa crisi ed evitare
di mettere a repentaglio il futuro del trasporto aereo e degli
aeroporti italiani. Tutti, infatti, corrono il rischio di
chiudere”. E’ sintetizzata in queste parole ”la forte
preoccupazione” del segretario nazionale della Fit-Cisl piloti
Francesco D’Arrigo per la sorte del settore in balia del prezzo
del greggio e ”in assenza di una seria regia del governo che e’
invece e’ necessaria per evitare il tracollo di un sistema”.
L’aumento del prezzo del petrolio ”e’ uno dei problemi piu’
devastanti per il trasporto aereo – ha osservato D’Arrigo – e il
governo non puo’ permettersi di mandare all’aria lo sviluppo
economico. Non e’ possibile – spiega il comandante – che ci
siano aumenti dei biglietti che poi si ripercuotono sui
cittadini” e che i vettori perdano quota perche’ ”non riescono
ad essere competitivi”. Secondo il sindacalista, sinora e’
mancata una governance a sostegno del trasporto aereo italiano
e, tra l’altro, ”non si e’ fatto nulla contro la colonizzazione
delle low cost che ha devastato il sistema, che e’ ormai senza
regole”. D’Arrigo ha quindi ricordato che ”i governi
precedenti non incameravano le tasse sul carburante quando il
prezzo saliva mentre questo governo non lo sta facendo” mentre
”in Gran Bretagna l’iva sul carburante non si paga il che
consente una competitivita’ diversa”.

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