giovedì, 28 Gennaio 2021

Turismo congressuale, l’Italia continua a perdere terreno in Europa

Fisanotti, il nostro Paese sconta la mancanza di un interlocutore unico

”Il turismo congressuale continua a perdere posizioni sul piano europeo; l’ Italia si fa anche superare dalla Spagna per una serie di motivi fra cui la
mancanza di un interlocutore unico a livello nazionale”. La denuncia è Gian Franco Fisanotti, presidente di Unionturismo, l’ associazione nazionale delle Aziende e degli Enti pubblici e Privati di promozione e di accoglienza turistica. Commentando gli esiti del congresso nazionale conclusosi domenica a Realmonte (Agrigento) Fisanotti precisa che ”Mentre ci si preoccupa, giustamente, di regolamentare le varie figure professionali (la Calabria lo sta facendo, con un bando di questi giorni, per i direttori di albergo), nessuna regione pensa agli organizzatori di congressi (PCO: professional congress organizer) che pur svolgono un lavoro complesso e carico di responsabilità”.
Da parte sua il consigliere nazionale del Lazio, Vincenzo Ceniti, direttore dell’ Apt di Viterbo ha sottolineato che ”il turismo congressuale rappresenta nel più vasto settore del turismo, il 20% degli introiti. Né, sembra, siano valse le raccomandazioni contenute nella legge quadro 135/2001 che facevano un espresso riferimento al comparto; ne ha tenuto conto solo il Friuli Venezia Giulia” ha sottolineato Ceniti. Secondo una ricerca che Ceniti ha presentato al congresso di Realmonte, ”il congressista è molto più esigente del turista normale; desidera trovare servizi efficienti poiché è venuto per lavorare, ma cerca anche occasioni di svago. La sua potenzialità di spesa è molto elevata, con positive ricadute su tutto l’ indotto”. Per questa ragione UnionTurismo evidenzia la necessità che ”il sistema turistico congressuale – così come tutto il comparto – fornisca la massima qualità degli operatori e di tutti gli addetti al settore”.

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