GB, cade tabù ok a piloti aerei con diabete

Adesso anche i malati di diabete potranno pilotare un aereo senza mettere a rischio la propria e l’altrui sicurezza. È quanto ha dimostrato uno studio inglese presentato al Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), che fa così cadere uno dei tabù sul lavoro per le persone affette da questa condizione.

Lo studio dimostra come i piloti delle linee aeree commerciali inglesi con diabete in trattamento con insulina abbiamo condotto negli ultimi 3 anni un aereo su voli dal breve al lungo raggio, senza problemi, mantenendo i livelli di glicemia in buon compenso e monitorandoli con un glucometro in cabina di pilotaggio.

Nel 2012 la Gran Bretagna è stata la seconda nazione al mondo (dopo il Canada) a consentire ai soggetti con diabete in trattamento insulinico di ottenere un Certificato Medico di Classe 1 per la Licenza di Pilota Commerciale.

Una task force di esperti medici e dell’aviazione britannica ha quindi sviluppato un protocollo ad hoc che regola la certificazione medica dei piloti in terapia con insulina. I piloti che ottengono questa certificazione sono soggetti a requisiti molto stringenti. Attualmente lo studio è all’attenzione dell’Enac che guarda ”agli importanti sviluppi emersi dai recenti studi” relativi proprio alla possibilità anche per le persone affette da diabete di esercitare l’attività di pilota aereo.

Alla luce di questi risultati, varie nazioni europee hanno ora manifestato interesse in questo programma. Anche l’American Diabetes Association sta sviluppando delle raccomandazioni da condividere con la US Federal Aviation Administration per consentire di individuare i potenziali piloti con diabete senza rischi particolari di inabilitazione.

”In Italia l’attuale normativa – afferma Giorgio Sesti, presidente Società Italiana di Diabetologia – non consente la concessione della licenza a piloti di linea con diabete in trattamento con insulina ma i progressi del trattamento del diabete con nuovi farmaci sempre più intelligenti che riducono i rischi d’ipoglicemia aprono alla possibilità che questa patologia possa essere trattata in assoluta sicurezza anche con insulina. Lo studio inglese dimostra chiaramente che è possibile pilotare aerei su rotte commerciali in piena sicurezza attraverso un attento monitoraggio della glicemia e un protocollo rigoroso’. Per questo –annuncia – la SID è disponibile a collaborare con le autorità regolatorie italiane per approfondire la tematica e sviluppare protocolli per il trattamento e il monitoraggio della terapia”. 

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