Usa-Ue, il 23 l’ok all’intesa su dati passeggeri aerei

E scali Inghilterra denunciano: per terrorismo costi sicurezza troppo alti

E’ atteso per il prossimo 23 luglio il via libera definitivo dal Consiglio dei ministri degli esteri Ue all’intesa già raggiunta tra Ue e Usa sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei nel quadro della lotta contro il terrorismo. Il nuovo accordo potrà quindi definitivamente entrare in vigore entro la fine di luglio. Grazie all’intesa, che avrà una durata di sette anni, le compagnie aeree comunicheranno i dati dei passeggeri che viaggiano da e per gli Usa. Le autorità statunitensi si sono impegnate a non utilizzare più di 19 elementi dei dati, così come delineati nell’accordo, e, in ogni caso, solo quelli che il passeggero ha deciso per sua libera scelta di fornire. Quanto ai dati definiti “sensibili”, come quelli riferiti alla razza, alle opinioni politiche e religiose o alla salute e alla vita sessuale di una persona, il dipartimento di sicurezza Usa, secondo l’accordo, non ne farà uso se non in casi in cui sono in gioco vite umane. Intanto dalla Gran Bretagna arriva l’allarme lanciato dai responsabili degli scali sui costi derivati dall’aumento dei controlli di sicurezza, che attualmente rappresentano un quarto del loro bilancio. Per Geoff Muirhead, direttore esecutivo del gruppo che gestisce l’aeroporto di Manchester, “è assolutamente ingiusto” che l’industria dell’aviazione debba sopportare i costi derivanti dalle minacce poste dal terrorismo internazionale. Pertanto, la Gran Bretagna dovrebbe seguire l’esempio dei governi europei e degli Stati Uniti e contribuire alle spese.

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