Ambrosetti: Italia indietro, manca sistema Paese

Rutelli: “Rivoluzionare l’offerta per tornare a essere primi”

In Italia il turismo non gode affatto di ottima salute. Il Paese è quinto per gli arrivi internazionali, dopo Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina: nel 1970 era primo. Mancano camere d’albergo, manca personale qualificato. Manca insomma un “sistema Paese”. Vale a dire, cioè, che ognuno promuove quel che gli pare senza fare forza su una strategia comune. E’ il quadro delineato ieri dallo studio Ambrosetti durante il convegno di Napoli. A dire che l’Italia perde posizioni nel mercato del turismo è stato anche il vice premier con delega per il Turismo, Francesco Rutelli. “L’Italia era prima negli anni ’70, oggi siamo scivolati al quinto posto – ha detto Rutelli – stiamo perdendo posizioni verso paesi emergenti mentre il mercato del turismo cresce immensamente”. Per il ministro la soluzione è “rivoluzionare l’offerta – esorta Rutelli – perché non è adeguata alle immense potenzialità del sogno del viaggio in Italia”. In Italia tutte le regioni si stanno dando da fare anche se il Sud arranca. Un esempio: la Campania, in merito al rapporto spesa turisti stranieri/pil, è all’1,4% contro il 9,1% del Trentino. Per questo serve definire una strategia per il turismo italiano; dare centralità al sistema di governo del turismo; promuoversi all’estero con immagine unitaria; realizzare il portale nazionale del turismo; incentivare la ristrutturazione degli alberghi “rottamazione”. Gli obiettivi da raggiungere? Il gradimento del soggiorno, da un minimo di 1 a un massimo di 6, deve avare almeno un valore di 5,2, dice lo Studio Ambrosetti. E poi la quota di mercato in 5 anni deve passare dall’attuale 5,5 ad almeno l’8%; le entrate devono essere 2,5 volte superiori ad oggi così. Deve aumentare la lunghezza del soggiorno e, quanto agli arrivi, devono essere almeno due volte maggiori rispetto a quelli di oggi. Insomma dare il via libera al “sistema Italia”.

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