Carnival resiste, nessun crollo in Borsa

Il naufragio della Concordia e l’Allegra alla deriva non hanno pesato sul titolo

Carnival, la società che controlla Costa Crociere, non ha subito particolari ripercussioni dal naufragio della Costa Concordia, costata almeno 30 vittime. Il titolo della controllante statunitense ha ceduto a Wall Street il 18% rispetto all'indice generale S&P 500, quello della concorrente Royal Caribbean l'11%. Non moltissimo e anzi, dai minimi dei giorni immediatamente seguenti il naufragio, Carnival ha già recuperato oltre il 3%, tanto che Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo da 27 dollari a 30 dollari per azione, cioè al livello attuale.
In molti si aspettavano che le quotazioni andassero a picco in concomitanza con la vicenda dell'altra nave della Costa, l'Allegra, alla deriva nell'Oceano Indiano, e le probabili cause di risarcimento per il naufragio della Concordia. Invece nulla: i titoli del settore hanno sostanzialmente tenuto, segno che il business, secondo gli operatori di Borsa, non è compromesso. Anche perché le prospettiva di crescita rimangono notevoli: dopo aver trasportato quasi 19 milioni di passeggeri nel 2011, l'attesa era di raggiungere i 20 milioni quest'anno e oltre 22 milioni entro il 2015, con un tasso medio di crescita annuale dal 1990 superiore al 7%.
E' però impossibile avere stime certe sul probabile calo delle prenotazioni in vista dell'estate. Primo perché l'estate vale solo per il bacino del Mediterraneo, mentre gran parte del giro d'affari del comparto è sviluppato nei Caraibi, dove a farla da padrone è il periodo invernale e soprattutto natalizio. Ma soprattutto perché nessuno degli operatori del settore vuole rendere noti i primi dati post-naufragio della Concordia, per paura di generare una spirale perversa. Gli unici che ci hanno provato sono i dirigenti dell'Astoi secondo cui il calo delle prenotazioni è finora compreso tra 15% e il 20%, ma molti clienti starebbero aspettando il last minute per strappare condizioni migliori. E pochi hanno finora approfittato dell'opportunità di cancellare senza penali le crociere prenotate con Costa.
In ogni caso il colosso Usa, secondo alcuni operatori della Borsa milanese, sta pensando di intervenire sul 'marchio' Costa. Ma passata questa fase di emergenza, senza fretta, visto che la solidità del gruppo è confermata in un fatturato annuo di 14,5 miliardi di dollari, con utili di quasi due miliardi. E poi c'é un altro segnale che ha fatto decidere gli analisti di Morgan Stanley a rialzare il 'target price': il titolo ha tenuto anche in questa fase di forti aumenti del prezzo del petrolio, una delle variabili più importanti per le compagnie di navigazione. Quindi, se non sono venuti particolari contraccolpi dal naufragio, il mercato non se ne aspetta nemmeno dal processo di Grosseto.

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