Enit porta l’Italia in mostra a Shanghai

Terza tappa cinese del progetto ‘Italia comes to you’ dedicato ai paesi Bric

Dopo Canton e Pechino, è Shanghai la terza tappa cinese del progetto dell'Enit "Italia comes to you", il programma del ministero del Turismo italiano incentrato sullo sviluppo del turismo incoming in Italia da Brasile, Russia, India e Cina. L'evento di apertura si è svolto all'interno del prestigioso centro commerciale Times Square, con un'esposizione delle opere eseguite da 10 artisti cinesi in seguito a un loro precedente viaggio in Italia.
L'evento, impreziosito dalla presenza di due opere italiane del '500 (la statua in bronzo Camillus di Guglielmo della Porta e la tela di Giovanni Domenico Ferretti I commentatori di Cicerone), fa da cornice alla promozione dell'offerta turistica delle regioni italiane presentate attraverso diversi materiali informativi.
Come ha fatto notare il Console generale di Shanghai Vincenzo De Luca, il flusso turistico di stranieri verso l'Italia è in crescita esponenziale, anche analizzando solo i dati della circoscrizione consolare di Shanghai.
"Se consideriamo il periodo dal 1 gennaio al 31 agosto 2011 – ha detto – De Luca i visti turistici per l'Italia sono aumentati in Cina del 100% di media tra individuali e gruppi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie anche allo sforzo che le nostre sedi diplomatiche hanno fatto per semplificarne l'iter e i tempi di attesa". Secondo dati del Consolato, infatti, da gennaio fino a settembre di quest'anno sono stati rilasciati 42.265 visti tra individuali e di gruppo, con un incremento, rispetto all'anno passato del 23,5% dei visti individuali e del 202,2% di quelli di gruppo. "L'Italia – ha aggiunto De Luca – ha il primato del turismo individuale cinese in Europa, mentre per il turismo di gruppo siamo già al secondo posto. Una posizione che possiamo migliorare facilmente attraverso il potenziamento del sistema dei trasporti aerei, dal momento ogni settimana fra Shanghai e l'Italia di collegamenti aerei diretti ne abbiamo solo 9, troppo poco se si pensa ai 21 tra Shanghai e Pechino".

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