Federterme con i comuni termali per rilancio segmento

Pecci auspica tavolo con governo e fondi per favorire intervento dei privati in aziende pubbliche

Definire la figura di "operatore termale" con il ministero della Salute, dell'Università e le Regioni per "evitare di dover attingere risorse dall'estero". Semplificare i processi per l'apertura di strutture termali di supporto alla medicina del benessere nell'ambito degli stabilimenti già regolarmente autorizzati. Attuare percorsi di integrazione socio-sanitaria, che riguardino cure, riabilitazione e prevenzione, e, soprattutto, portare a termine l'attuazione della legge di riassetto del settore. Sono alcuni degli ingredienti dell'accordo siglato tra Federterme e l'Associazione nazionale Comuni termali (Ancot) che prevede anche lo stanziamento di risorse ai Comuni termali per opere di riqualificazione e la promozione da parte dell'Enit delle cure, del benessere e dell'offerta turistica termale.
Inoltre, per rilanciare l'offerta termale, Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, propone "un tavolo con il governo e forme di finanziamento per favorire l'intervento dei privati nelle aziende di proprietà pubblica".
"In questa fase critica che il termalismo come il turismo stanno vivendo – sottolinea il presidente di Ancot, Massimo Tedeschi – ci deve essere una convergenza di sinergie da parte degli attori. Il protocollo testimonia un importante patto d'azione fra mondo delle imprese e territori per rilanciare il termalismo alla luce della recente normativa europea". 

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