Golf, Italia deve superare gap con Spagna e Portoogallo

Le 223 strutture generano fatturato da oltre 285 milioni annui

In Italia i campi da golf sono 223 e in testa alla classifica dei 'green fee' (la quota per entrare a giocare nei circoli) ci sono Lombardia, Piemonte e Toscana. A livello nazionale, il 'source of business' dei green fee può far leva su un'offerta di circa 5 milioni e 700 mila round di gioco, con uno sviluppo di fatturato che supera 285,6 milioni di euro annuo. I dati, contenuti in un rapporto promosso dall'Isnart in collaborazione con Imc Group sull'indotto economico generato dal golf, sono stati snocciolati durante la tavola rotonda 'Turismo del Golf in Italia' nell'ambito del 'Ponte Vecchio Golf Challenge' a Firenze.
"Il golf non è mai stato inserito nei processi economici in Italia – ha detto Flavia Coccia, direttore dell'Isnart – e sono sempre stati trascurati gli effetti delle ricadute delle attività sportive che portano turismo. Nel nostro Paese finora é stato fatto pochissimo per rilanciare l'offerta sul mercato turistico del golf internazionale, ma il potenziale esiste e il trend di crescita in prospettiva è molto interessante". Secondo lo studio l'Italia deve "superare il gap attuale" rispetto a Paesi come Spagna e Portogallo che da anni investono sul golf. "Un sistema – ha concluso Claudio Candia, consigliere delegato di Mediavip Imc Group – che deve orientare il marketing dei grandi brand italiani ed esteri in sintonia con l'offerta del territorio collegandola al complesso della ricettività delle strutture turistiche alberghiere".

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