La filiera integrata del turismo esclusa dai ristori, appello al Governo

Un ingente numero di piccole e medie imprese della Filiera del Turismo è risultato completamente trasparente a qualsiasi tipo di attenzione, ristoro o sostegno da parte del Governo Centrale e dei governi regionali. È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato da oltre 150 imprese e da migliaia di professionisti, riuniti in un panel per pianificare l’incerto futuro del comparto e denunciare una situazione che oggi li vede, di fatto, ai margini del sistema.

“I codici ATECO con i quali operiamo risultano “generici” e questo non ha favorito l’interlocuzione a livello istituzionale: non esiste, infatti, la possibilità di registrare le rispettive attività in seno ad una nomenclatura esclusiva per il settore turismo – sostiene Enzo Carella, portavoce del panel e lui stesso imprenditore nel mondo del turismo  – Questa vacatio normativa, sta generando un pregiudizio a una parte fondamentale del comparto, che si vede esclusa da qualsiasi tipo di riconoscimento e di sostegno in virtù di un mero difetto normativo, che rischia di mandare in fumo gli investimenti sostenuti nel corso degli anni”.

Si tratta di professionisti soliti a lavorare per la ricerca della qualità e delle performance di eccellenza. Il valore complessivo generato da questo comparto supera in tempi normali i 15 miliardi di euro, cifra pari al 7% dell’intero turismo italiano. Questo patrimonio di competenze rischia di disperdersi, se non si interverrà tempestivamente, riconoscendo il lavoro delle imprese coinvolte e fornendo supporti concreti per affrontare una crisi senza precedenti.

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