Recupero del termale ma è boom del benessere

Si amplia l’offerta mentre si abbassa l’età media della clientela

Dopo la crisi che fino al 1995 aveva colpito il termalismo tradizionale, oggi si assiste a una progressiva ripresa del settore accompagnata da una crescita sempre maggiore del segmento benessere. E’ questo in sintesi il quadro delineato da Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme-Confindustria. Secondo i dati, l’Italia è uno dei Paesi europei che vanta il maggior numero di località termali (circa 170) con un fatturato totale nel 2005 che si è attestato su un valore di 350,2 milioni di euro con un indotto quantificabile intorno ai 4 miliardi di euro. Ma il dato più interessante, aggiunto da Jannotti Pecci, è che tutte le aziende hanno in atto importanti progetti di ristrutturazione, miglioramento e ampliamento. Del resto il fenomeno a cui si assiste sempre più spesso è l’evoluzione del concetto di ‘cura’ a cui si affianca un approccio salutistico ‘allargato’. Ormai quasi tutte le aziende termali italiane propongono un’offerta sempre più ampia con l’obiettivo di attivare una specifica linea di benessere termale da aggiungere alla tradizionale proposta di cure che risponda ad una clientela sempre più esigente e attenta alle nuove tendenze e nuovi stili di vita. Tanto che ora il turismo termale italiano si rivolge anche ad un target d’età molto giovane. In particolare, mentre continua a diminuire l’età media dei frequentatori, aumenta il numero delle presenze in età pediatrica, segno che l’offerta si rivolge all’intera famiglia.

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