Santanchè: mi batterò per aumentare le risorse al turismo

“La battaglia che devo fare io come ministro è che se ci crediamo tutti, come io sono sicura ci crede anche il governo, dobbiamo aumentare le risorse” per il turismo. La ministra Daniela Santanchè conclude così al Senato, davanti alle commissioni riunite delle due Camere, il discorso sulle linee programmatiche del suo dicastero. P

erché le cose da fare, spiega a deputati e senatori, sono davvero tante e tantissimi i settori che vanno aiutati e potenziati. In manovra ci sono risorse per i piccoli comuni a vocazione turistica, ovvero i borghi che si stanno spopolando in maniera drammatica, e poi ancora fondi per mettere in sicurezza o sostituire gli impianti di risalita, risorse per il turismo sostenibile.

Ma per rilanciare il turismo italiano e farlo diventare all’altezza del suo patrimonio d’arte e dei suoi 58 siti Unesco, dice, bisogna intervenire “con coraggio e ambizione” su più fronti, dalla mobilità alle infrastrutture, dalla ricettività all’accoglienza, la promozione di nuovi territori, la formazione degli addetti, per la quale la ministra sogna l’apertura nel nostro paese di una scuola d’eccellenza.

Almeno 20, elenca, i settori su cui puntare, a cominciare dal turismo congressuale, “che sta diventando sempre più importante”, per arrivare al turismo religioso. E poi la montagna, le crociere, il ciclo e il mototurismo. Senza dimenticare i balneari, con le 30mila aziende, quasi tutte a carattere familiare. Per tutti la parola d’ordine deve essere “destagionalizzare”. “Perché dobbiamo anche in Italia arrivare ad un turismo che funziona 12 mesi su 12”.

E mentre al Consiglio d’Europa si apre l’agenda turismo 2030 con una tabella di marcia fino al 2050, la Santanchè non ha dubbi: “L’Italia non si farà trovare impreparata”. Ma “le risorse devono aumentare sensibilmente ed essere orientate alla capacità di creare crescita in questo settore rispetto ai concorrenti stranieri”.

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