Tassa soggiorno, Federalberghi chiede intervento di Brambilla

Calderoli aveva proposto di inserire la tassa nel federalismo fiscale

Albergatori sul piede di guerra dopo la proposta avanzata dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli all'Anci di introdurre nel federalismo fiscale la possibilità di istituire una tassa di soggiorno sul modello di quella scattata a Roma da gennaio. Federalberghi chiede al ministro Michela Vittoria Brambilla di intervenire e si dice pronta, se necessario, anche a mobilitarsi per protestare contro questa misura. "Il governo – attacca Bernabò Bocca, presidente dell'associazione – ci aveva garantito che la tassa di soggiorno a Roma era giustificata unicamente dalla situazione debitoria dell'amministrazione e che sarebbe stata circoscritta al solo Comune di Roma. Mi sorprende vedere ora che l'idea di una tassa di soggiorno che gravi unicamente sugli alberghi possa essere estesa anche agli altri Comuni".
"Siamo disponibili a discutere a livello parlamentare di ipotesi alternative – spiega Bocca – ma siamo fortemente contrari ad ogni forma di penalizzazione di una categoria che già sconta l'iva penalizzante al 10% contro il 5,5% della Francia, il 7% della Spagna e della Grecia. Ci auguriamo che il ministro del Turismo difenda le ragioni di una categoria che da molti anni è stata stata ingiustamente penalizzata". E a chi gli chiede se gli albergatori metteranno in campo forme di protesta, Bocca risponde: "abbiamo sempre agito con senso di responsabilità ma se in questo Paese pagano di più le manifestazioni di piazza, non mancheremo di adeguarci". La norma, che tanto piace ai sindaci, non convince troppo nemmeno le opposizioni che la bollano come 'anti-federalista' perché non pagata dai residenti ed elettori.

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