Turismo soffre in Egitto, Giordania e Libano per guerra Gaza

Ancient temple in Petra, Jordan; Shutterstock ID 400695784; PO: boscolo

La guerra tra Israele e Hamas sta minando il turismo in tutto il Medio Oriente in questo che viene considerato un periodo di alta stagione e cioè da ottobre a fine maggio. Il settore è una delle principali fonti di guadagno in valuta estera in Libano, Giordania ed Egitto, tutti Paesi che confinano con Israele, mentre in Siria, il quarto Paese confinante con Israele, il settore era già in crisi a causa di un decennio di guerra civile.

Il Cairo, al momento, segnala la presenza di migliaia di turisti alle piramidi e al museo nazionale: la maggior parte di
loro però aveva già prenotato e ha scelto di proseguire il viaggio per non perdere soldi, hanno dichiarato gli operatori
turistici. “Ma adesso molti stanno rinunciando a fare nuove prenotazioni fino a quando la situazione non sarà risolta”, ha
detto Zaki Reda, proprietario di un’agenzia di viaggi al Cairo. In particolare, le cancellazioni sono soprattutto da parte di
gruppi provenienti da Germania, Gran Bretagna e Francia.

In Giordania, la situazione cambia. Jerash, il più grande sito romano del regno, ha avuto solo visitatori occasionali questa settimana rispetto alle centinaia di turisti europei che affollano il sito. Mentre a Petra, principale meta del turismo di massa, un agente di viaggio ha riferito che l’80% delle prenotazioni alberghiere sono state cancellate. E nel governatorato adiacente di Aqaba, l’unico sbocco al mare della Giordania, le navi da crociera hanno smesso di arrivare.

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