Un libro racconta i retroscena dei villaggi all inclusive

E’ in libreria ‘Benvenuti in paradiso’ della giornalista svedese Jennie Dielemans

Un libro sulle curiosità e le follie del turismo e delle vacanze di massa, ma anche per scavare dentro i paradisi all inclusive e scoprire che dietro le quinte la realtà è spesso assai diversa da quella che conosce chi li frequenta. Ecco 'Benvenuti in paradiso' (Bruno Mondadori, pp. 208 – 18 euro) di Jennie Dielemans, quarantenne giornalista svedese che negli ultimi anni ha visitato le più popolari aree turistiche del mondo, dalle Canarie al Messico, dalla Thailandia alla Turchia. Il libro riferisce tanti particolari divertenti e intervista molte persone, ma poi approfondisce. Il punto è che non sono quasi mai contenti, se non molto arrabbiati, amministrazioni e abitanti locali, costretti fuori di reti e muri di questi paradisi artificiali e autosufficienti. Vi sono ammessi solo come lavoratori, spesso nelle mansioni più umili, e sottopagati, secondo gli standard del loro povero paese. Tutto passa sopra le loro teste, visto che i turisti vogliono i loro cibi, le bevande cui sono abituati, attrezzature particolari e così via, e le provviste arrivano dall'estero, non incrementando l'economia locale. In Thailandia questo avviene per il 70%, il che significa, scrive la Dielemans, che solo il 30% del denaro speso dal turista resta in loco. Per i Caraibi si dice che il leakage, come si chiama, superi l'80%, mentre è del 40% in India, dove la vacanza è in genere più itinerante e meno tutto compreso in un luogo solo.

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