Unionturismo, un lungo elenco di richieste per la V Conferenza

Redatto il documento programmatico che sarà presentato al ministro Brambilla

Istituire un G8 sul turismo per affrontare a livello europeo le tematiche del comparto; rivedere il Titolo V della Costituzione e aggiungere all'art. 117 il turismo tra le materie oggetto di attività legislativa concorrente da parte dello Stato; adeguare l'iva alberghiera alle percentuali dell'Europa e defiscalizzare le spese di soggiorno per specifiche categorie di famiglie che si recano in vacanza nelle aree dell'Obiettivo 1. Sono alcuni degli interventi a livello governativo e regionale, necessari per una migliore competitività del settore, che Unionturismo presenterà alla V Conferenza Italiana sul Turismo in programma domani e sabato a Villa Erba. Ma Unionturismo punta anche a dare seguito alla proposta di legge avviata da Elisa Marchioni per "La riqualificazione del patrimonio turistico-ricettivo" che oltre a prevedere interventi agevolativi sul credito, propone anche facilitazioni per l'acquisto degli immobili da parte dei gestori; sollecitare iniziative come quella del CICAS che si sta impegnando per la riduzione dei costi energetici negli alberghi attraverso una migliore ottimizzazione dell'energia prodotta da impianti fotovoltaici; rivedere il calendario scolastico per recuperare al turismo l'intero mese di settembre; realizzare, specialmente al Sud, campi da golf; creare aree di sosta per camper nei piccoli comuni privi di attrezzatura ricettiva tradizionale ma ricchi di risorse paesaggistiche ed artistiche; attuare la legge sulle Terme 323/2000 che a dieci anni di distanza non è stata ancora completamene resa operativa.

Infine punta l'attenzione anche sui cosiddetti Ostelli per il pellegrino, la cui realizzazione deve andare di pari passo con la diffusione degli "itinerari della fede". A tal proposito, Unionturismo ha predisposto un emendamento al regolamento della Regione Lazio  n. 16 del 24 ottobre 2008 sulla disciplina delle strutture ricettive extralberghiere per includere nella normativa anche gli "Ostelli per il pellegrino". Il testo, consegnato nei giorni scorsi all'ufficio legislativo della Regione, prevede apposite e spartane strutture fino a 10 camere gestite da enti pubblici, associazioni o cooperative operanti senza scopo di lucro per l'accoglienza dei pellegrini, dotate di un numero di stanze non inferiore a tre, di un locale comune ad uso cucina e di eventuali servizi complementari. L'utilizzo degli immobili a tale scopo non comporta il cambio di destinazione d'uso ai fini urbanistici".

"Qualora l'emendamento venisse accolto – ha commentato Gianfranco Fisanotti presidente di Unionturismo – ci rivolgeremo con maggiore determinazione anche ad altre Regioni per un'analoga iniziativa legislativa".

editore:

This website uses cookies.