Via la tassa di soggiorno/2, lo scontento dei sindaci

Domenici: “Errore del Governo, trovi soluzione per i centri turistici”

Tutti entusiasti, o quasi, per la cancellazione della tassa di soggiorno. L’unica voce fuori dal coro arriva dai sindaci, che speravano, soprattutto nelle città a maggiore concentrazione di flussi turistici, di trarre una boccata d’ossigeno dall’introduzione di questa tassa. Chiara, al riguardo, la dichiarazione di Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’Anci: “Sul contributo turistico il comportamento del Governo è stato dannoso e incomprensibile. Un avanti e indietro che oggi si conclude con la semplice cancellazione del provvedimento. Nonostante più volte – prosegue Domenici – si era parlato della disponibilità a discutere e a concertare anche con le categorie interessate, in modo che questo provvedimento non avesse carattere di tassa punitiva verso il turismo, ma di contributo facoltativo finalizzato alla manutenzione, pulizia, sorveglianza, organizzazione dei servizi, nell’interesse stesso dei visitatori e degli operatori turistici, questa possibilità di confronto non c’è stata”. Per Domenici “ora molti Comuni non avranno alternative e dovranno per forza ricorrere all’aumento dell’addizionale Irpef, che ricade esclusivamente sui residenti”. La speranza del sindaco fiorentino è che ora “almeno si provi a cercare una soluzione per i centri ad alta densità turistica”. E dal Governo si aspetta proposte concrete e politiche fattibili anche l’assessore del Comune di Roma al Bilancio, Marco Causi, per continuare a perseguire un equilibrio alto fra aumento del turismo e qualità della vita di tutti, compresi i turisti. “L’aumento della spesa turistica – ha osservato Causi – ha portato e porta un consistente aumento del gettito tributario nelle casse dello Stato, mentre gli inevitabili costi pubblici generati dai movimenti turistici sono totalmente a carico delle città e dei cittadini”.

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