venerdì, 16 Aprile 2021

Estate fiacca per il Sindacato balneari

Nonostante le previsioni positive, i primi due mesi sono andati male

La stagione turistico-balneare 2004 è cominciata davvero male, nei primi due mesi è stata registrata una sensibile diminuzione di presenze sulle spiagge
italiane: è la considerazione allarmata di Riccardo Scarselli, Presidente del SIB (Sindacato Italiano Balneari) che associa circa 10.000 imprese ed aderisce alla Fipe/Confturismo. Rispetto allo scorso anno la situazione meteorologica non
ottimale e il calo considerevole dei consumi ”stanno mettendo in seria difficoltà il turismo balneare italiano”. Nelle 15 regioni bagnate dal mare la Sib ha riscontrato segnali negativi a giugno, una timida ripresa a luglio, ma rimangono molto lontani i risultati conseguiti nel 2003, anche per quanto riguarda i turisti stranieri ancora in molti continuano a disertare le spiagge italiane. Tutto ciò a dispetto delle statistiche che, ricorda Scarselli, indicano nel mare la meta preferita dai turisti, (il 77% di coloro che vanno in vacanza), e lo stabilimento balneare è scelto specialmente dalle famiglie e dai giovani per la molteplicità dei servizi offerti, la sicurezza e la pulizia.
Nel 2004 è aumentato il turismo ‘mordi e fuggi’, una prerogativa che riguarda tutti, sia italiani che stranieri: vanno al mare preferibilmente nei week-end, quando gli stabilimenti balneari raggiungono le presenze al massimo della
capienza, ma nei giorni feriali disertano inesorabilmente i litorali. ”Al momento non sembrano esserci prospettive migliori per agosto – continua Scarselli – abbiamo, infatti, poche prenotazioni per il mese più importante sia per il periodo estivo che per la nostra categoria. Ne risentono anche i consumi
la maggior parte dei clienti è sempre molto ‘attenta al portafoglio’, costatiamo, infatti, una forte flessione di vendite per i gelati, l’acqua minerale e le bibite in generale”. Scarselli torna poi sulla questione dell’aumento dei canoni demaniali per ricordare che se il governo dovesse mantenere la percentuale di incremento del 300% ”potrebbe significare che
quest’anno sarà l’ultima stagione di apertura per diverse aziende e dal 2005 molti imprenditori balneari dovranno cercarsi un nuovo lavoro”. Secondo un sondaggio condotto su un campione di 750 imprese balneari, queste sarebbero state le presenze sulle spiagge, con i dat, tra parentesi, dei mesi di giugno e luglio: Abruzzo (-15%, -5%), Basilicata (- 5%, stabile), Calabria (-15%, -10%)
Campania (-15%, -8%), Emilia Romagna (-25%, -12%), Friuli Venezia Giulia (-10%, -5%), Lazio (-10%, -3%), Liguria (-30%, -10%), Marche (-10%, stabile), Molise (-5%, stabile), Puglia (-30%, -25%), Sardegna (-10%, -5%), Sicilia (-15%, -5%), Toscana (-20%, -15%), Veneto (-20%, -12%).

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