Costa Smeralda, 1.000 tamponi negativi e focolai circoscritti

Nessun positivo tra i 1.000 tamponi a cui sono stati sottoposti in questi giorni i dipendenti delle strutture ricettive dopo i focolai registrati nella settimana di Ferragosto in Costa Smeralda per effetto della movida. “Zero positivi, non esiste quindi un caso Costa Smeralda”, precisa Marcello Acciaro, coordinatore dell’Unità di crisi del nord Sardegna. I tamponi sono stati eseguiti negli hotel di Smeralda holding a Porto Cervo: 240 in tutto tra il personale del Pitrizza, Romazzino, Cervo e Cala di Volpe.
L’impennata di contagi a cavallo di Ferragosto ha trasformato la Costa Smeralda da paradiso delle vacanze esclusive ad uno dei focolai estivi che ha più preoccupato per la diffusione dei contagi nel resto d’Italia, quando molti turisti positivi sono rientrati a casa dopo aver frequentato i locali più gettonati e le feste private in villa. Ma il sindaco di Arzachena non ci sta a far passare il suo territorio come untore. “Durante il periodo del lockdown – ricorda Roberto Ragnedda – il Comune ha registrato un unico contagiato da Coronavirus che è stato ricoverato per 4 mesi e mezzo all’ospedale di Sassari. Oggi ne contiamo complessivamente 123: è evidente che si tratta di casi di importazione, arrivati qui dopo l’apertura delle frontiere intra-regionali. Adesso la situazione è sotto controllo – assicura – ma l’irresponsabilità dei singoli prima e poi la cattiva informazione hanno fatto un danno enorme in termini economici e di immagine. Il mio territorio – spiega – paga un conto salato per quanto avvenuto in alcuni noti locali notturni e per le notizie distorte divulgate a tal proposito: registriamo l’annullamento di eventi internazionali, disdette negli alberghi, chiusure anticipate di bar e ristoranti con conseguenti licenziamenti. Da vittime siamo divenuti carnefici, secondo quanto viene raccontato. Ricordo che in 130 strutture ricettive, 2 mila seconde case e centinaia tra ristoranti, bar e locali vari presenti nel territorio non si sono verificati casi di positività e che la Sardegna ha aperto i suoi confini a fine giugno come regione Covid-free. Laddove sono state rispettate le misure a contrasto della diffusione del virus, sia da parte degli imprenditori che da parte dei clienti, non si sono verificati contagi”, chiarisce Ragnedda.

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