Sopralluogo Enac: un’aviosuperficie a Licata?

D’Orsi: potremo accogliere aerei da nove posti e poi magari anche Atr 42

L’aeroporto di Agrigento? Forse sarebbe meglio parlare di aviosuperficie a Licata. Almeno secondo quanto è emerso ieri dal sopralluogo nei siti di Racalmuto e Licata del dirigente dell’Enac Alessandro Cardi, accompagnato dal presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi, dall’assessore Luca Salvato e dal direttore del settore lavori pubblici e infrastrutture della provincia Piero Hamel. Cardi, al termine delle ricognizioni effettuate in elicottero, ha valutato positivamente il sito licatese, che a differenza di quello di Racalmuto non presenta particolari problemi per la realizzazione di una aviosuperficie, che al momento rimane il punto centrale del sopralluogo.
"Cardi – spiega D’Orsi – ha confermato le nostre prime impressioni, ma è chiaro che la valutazione tecnica completa è legata anche alla documentazione che la Provincia trasmetterà entro pochi giorni. Si è palato di un’aviosuperficie e non di aeroporto perché è da lì che dobbiamo ripartire, fermo restando che anche un’aviosuperficie destinata ad accogliere piccoli aerei da nove posti può evolversi in un piccolo aeroporto, adatto per esempio al decollo e atterraggio degli Atr 42. Ma questa è solo un’ipotesi". Per D’Orsi "la politica deve prendersi le sue responsabilità; a ottobre verrà definito il piano nazionale dei trasporti, mi attendo un gioco di squadra tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo, il ministro Alfano e quanti veramente hanno a cuore le sorti della nostra terra". "L’Enac – conclude – ha dato la sua disponibilità a valutare attentamente l’ipotesi Licata, ma dopo quasi 40 anni di promesse e illusioni è meglio restare con i piedi per terra".

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