Assonautica incontra Manlio Messina: 5 proposte per rilanciare la ‘risorsa mare’

Un documento in cinque punti per rilanciare la cultura del mare e la nautica da diporto, riattivare la progettualità e valorizzare i territori. E una nuova data per il Seacily, il Salone della Nautica rinviato nel 2020 a causa della pandemia e riprogrammato per ottobre del 2021. È così che il presidente di Assonautica Palermo, Andrea Ciulla, ha incontrato l’assessore regionale del Turismo, Manlio Messina, con l’obiettivo di contribuire al rilancio della “risorsa mare”.

Per la Sicilia – afferma Ciulla – la portualità rappresenta non un semplice punto di attracco e ormeggio, ma un fondamentale punto di partenza di un complessivo percorso di rivalutazione dei flussi commerciali e turistici attraverso un collegamento mare-terra. È per questo che la progettualità che viene richiesta al Paese per garantire la corretta allocazione dei prossimi ingentissimi flussi di aiuti finanziari, dovrà certamente contemplare la cultura del mare e la nautica da diporto. D’altra parte, la tutela della ‘risorsa mare’ passa attraverso una molteplicità di azioni volte a salvaguardare l’ecosistema marino, a diffondere una rinnovata attenzione verso la cultura del mare, attraverso un equilibrato rapporto tra innovazione, impresa e ambiente nell’ottica del corretto uso del territorio e una rinnovata attenzione al riuso di complessi dismessi”.

“Considero strategico per la crescita del turismo il settore nautico, delle cui istanze mi farò promotore presso il governo Musumeci”, dice Messina, che aggiunge: “Per questo ho intenzione di supportarne concretamente lo sviluppo e mettere in campo tutti gli aiuti necessari per agevolarne una pronta ripartenza dopo le difficoltà dovute alla pandemia”.

Queste le 5 azioni per il rilancio del settore presentate da Assonautica:

Creazione di un Polo mediterraneo del mare e della nautica. Si tratta di un progetto che prevede l’assegnazione degli spazi di tale Polo alle imprese locali, sostanzialmente artigiane e manufatturiere, della piccola nautica che hanno consentito alla Sicilia di ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante nei più importanti Saloni di settore nazionali e non, e conquistare un numero crescente dei più blasonati cantieri europei interessati a poter far riferimento su un polo definito al fine di completare l’allestimento degli scafi da immettere sul mercato. Unitamente alla riorganizzazione di tali aree, vi sarebbero poi gli spazi per prevedere una esposizione, anche con finalità storiche e culturali, per ricreare le condizioni di una rinnovata attenzione verso la cultura del mare in considerazione, altresì, di tematiche di respiro internazionale legate alla tutela dei mari dall’inquinamento e dalle plastiche.

Programmazione della portualità turistica. Tra le prime regioni in Italia, la Sicilia si era dotata di un “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia” aggiornato con decreto assessoriale del 26 maggio 2006, ovvero ben quindici anni fa. Occorre, dunque, procedere a una complessiva mappatura dell’esistente, nonché alla verifica delle esigenze per almeno il prossimo decennio, in base a una visione programmatica d’insieme e far sì che si possano apportare capitali pubblici quale condizione essenziale per riattivare un percorso virtuoso indispensabile per la ripresa della produzione interna post-pandemica e consentire, d’altra parte, una riduzione dei costi di ormeggio nell’ottica di favorire la diffusione della cultura del mare.

Attivazione di misure strutturali e straordinarie per le imprese di settore. La programmazione delle azioni e misure di finanziamento in favore delle imprese del settore dovrà prevedere l’incentivazione alla creazione di nuove realtà imprenditoriali, ma anche e soprattutto la strutturazione di una progettualità che miri a favorire la più ampia ricapitalizzazione delle imprese esistenti, la loro proiezione internazionale e a colmare il gap infrastrutturale e tecnologico che gli operatori economici dell’Isola sono costretti a sopportare.

Regolamentazione del settore del charter nautico. Occorre effettuare un serio censimento del settore, introdurre un sistema ordinato di regole in modo da garantire un servizio di qualità e sicuro. Non solo. Il charter nautico dovrà essere inserito a pieno titolo all’interno del settore Turismo consentendo così l’applicazione di una precisa regolamentazione per ciò che, ad esempio, riguarda i servizi offerti con l’attribuzione delle relative ‘stelle’ in relazione alla tipologia di detti servizi. Inoltre, per porre fine a una grave mancanza, dovrà essere creata una figura professionale ad hoc, verificandone la compatibilità nell’ambito della potestà legislativa riconosciuta alla Regione siciliana, per il mondo del charter nautico, sia a vela che a motore.

Istituzione di un Assessorato del mare. Vista l’importanza della “risorsa mare” nel suo complesso, sarebbe opportuno istituire un assessorato regionale del mare, che sommi tutte le competenze: dalla portualità commerciale e turistica, alla pesca e al diporto, passando per la fondamentale tutela delle risorse paesaggistiche, archeologiche e culturali.

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