La rivolta dei ncc arriva anche in Sicilia: a rischio 4mila aziende siciliane

Noleggiatori con conducente sul piede di guerra anche in Sicilia per il decreto 143/2018  varato dal governo e per l’accelerazione che la discussione rischia di avere in Parlamento dopo che lo stesso decreto è stato incardinato nel ddl semplificazioni per la discussione in Senato. Una fuga in avanti dopo le rassicurazioni avute dalla categoria prima di fine anno con la garanzia di una riapertura del confronto prima che il decreto – pubblicato in gazzetta il 29 dicembre – diventasse legge producendo i suoi effetti.

A Catania Federnoleggio Confesercenti ha tenuto una riunione chiamando a raccolta le aziende di noleggio con conducente. Un confronto sulle strategie da adottare presieduto da Giuseppe Contrafatto, presidente regionale di Federnoleggio e Salvo Basile, coordinatore regionale di Assoturismo, anche in vista dell’incontro informale previsto per oggi, mercoledì 16 gennaio, a Roma con Alessandro Morelli, presidente della nona commissione alla Camera, a cui saranno ribadite le ragioni e le rivendicazioni della categoria.

Per i noleggiatori con conducente le previsioni del 143/2018 sono “un colpo al cuore – dice Contrafatto – perché mantengono le misure restrittive già contestate al governo e limitano l’utilizzo dell’autorizzazione alla dimensione provinciale in cui insiste il Comune che l’ha rilasciata. Un combinato disposto che costringerà molti operatori a chiudere e che presenta più di una illegittimità introducendo norme in contrasto con la Costituzione e il principio della libera concorrenza e con i regolamenti europei per ciò che concerne le prenotazioni e l’acquisto elettronico del servizio”.

In tutt’Italia il settore conta 80 mila aziende. In Sicilia le autorizzazioni rilasciate sono circa 4 mila ma molte vengono esercitate nei luoghi a maggiore vocazione turistica dove esiste realmente la domanda.

Oltre all’obbligo di rimessa il decreto ha introdotto nuove restrizioni all’esercizio della professione di noleggio che strozzano ancora di più i titolari di queste aziende e che rischiano di mortificare anche il servizio – aggiunge Salvo Basile – Il 9 gennaio abbiamo messo nero su bianco insieme alle altre sigle di categoria un documento con tutto ciò che contestiamo e riteniamo illegittimo all’interno di questo provvedimento e lo abbiamo inviato al vice ministro ai trasporti Edoardo Rixi con cui abbiamo avuto il confronto ma anche al premier Giuseppe Conte, ai vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al ministro Danilo Toninelli. Al tempo stesso stiamo lavorando sul fronte siciliano, per evitare che sull’Isola in base allo Statuto Speciale si applichi il decreto così come formulato dal governo nazionale, scongiurando così la morte di migliaia di aziende”.

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