Da maggio si pagherà pedaggio su 45% autostrade siciliane

Confindustria Palermo: un aggravio di costi che penalizzerà anche il turismo

A partire da maggio sulle autostrade siciliane dovrebbero arrivare i pedaggi. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. In base al decreto del presidente del consiglio, che ha già individuato le autostrade gestite dall'Anas "da sottoporre al pagamento", solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45% dell'intera rete di Anas, come si legge sul Giornale di Sicilia. I pedaggi, infatti, sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Mazara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Non ci saranno caselli, ma un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza. In mancanza di tale bollino, la multa sarà inevitabile. Anas, però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione, perché la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali alla società.
Una ‘tassa' ingiusta, che si ripercuoterà inevitabilmente sul turismo, secondo Confindustria Palermo. "Le autostrade siciliane sono in condizioni pietose – afferma il presidente degli industriali di Palermo, Alessandro Albanese – e ora la regione viene ancora più profondamente colpita dalla decisione del governo, inserita nel decreto milleproroghe, di fare pagare i pedaggi a partire da maggio. Nulla contro una disposizione che renda tutti uguali di fronte al casello autostradale – spiega – ma la Sicilia non è uguale al resto d'Italia. Prima di tutto subisce una penalizzazione per ragioni geografiche, perché per arrivare sulle nostre autostrade bisogna comunque varcare uno Stretto con i costi del traghettamento. E poi paga il prezzo di decenni di politiche che non hanno voluto puntare effettivamente sullo sviluppo delle infrastrutture autostradali. Perciò ritengo giusto che la Sicilia paghi il pedaggio, ma soltanto – conclude – quando avrà vere  autostrade".

 

editore:

This website uses cookies.