Da 25 distretti a 1 DMO: la Sicilia turistica alla ricerca di un modello organizzativo

L’assessorato regionale al turismo ha convocato una riunione a Villa Malfitano a Palermo con gli addetti ai lavori per avviare un comune camino progettuale e girare pagina rispetto ai 25 distretti turistici, alcuni dei quali non sono mai diventati operativi e pochi altri hanno portato a compimento il progetto originariamente presentato. Dunque, in pratica, un flop salvo qualche caso di efficienza.

In questi ultimi anni ci si è interrogati sul loro futuro ma oggi si ha la certezza che l’esperienza dei distretti turistici si sia definitivamente conclusa. Quella che nel 2005 (quando furono istituiti anche se poi vennero riconosciuti solo nel 2012) sembrava la formula migliore nonostante le tante perplessità manifestate, oggi rilancia invece il tema su quale modello di organizzazione la Sicilia turistica debba sviluppare.

Anche le 7 DMO che sembravano la soluzione del problema sono state accantonate anche per effetto del forte dissenso che hanno suscitato sin dall’inizio. Ora la soluzione appare quella di creare una sola DMO che valorizzi il brand Sicilia. Quindi non un nuovo soggetto giuridico bensì un’aggregazione che dovrebbe formarsi sulla base di rappresentazioni di volontà delle categorie interessate sia del pubblico che del privato.

Al dibattito è intervenuto in videoconferenza Pietro Beritelli, professore associato dell’Institute for Systemic Management dell’Università di San Gallo (Svizzera). Un intervento potenzialmente interessante sulle DMO di quarta generazione ma fortemente disturbato da problemi tecnici nel collegamento. Per questo ci ripromettiamo di pubblicare la sua relazione non appena ci perverrà.

Intanto, in mancanza di una progettualità ben definita, l’auspicio di avviare un comune cammino progettuale sembra costituire sempre più una necessità per la Sicilia turistica. Per questo siamo certi che il dibattito sul tema sia appena iniziato.

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