Indagini sul gruppo alberghiero Ponte di Palermo

E' rimasta coinvolta anche la famiglia degli albergatori Ponte nell'inchiesta della polizia valutaria della guardia di Finanza che ha portato all'arresto di tre persone. Si tratta di Marcello Sbeglia, di 42 anni, indicato come rampollo di un noto clan di costruttori ritenuti punto di riferimento di diverse famiglie mafiose per la gestione degli appalti; Salvatore Brusca, di 50 anni, e Gaetano Troia, di 51, accusati di essere prestanome del primo. I titolari della catena alberghiera invece non sono indagati.
L'inchiesta parte dall'operazione di salvataggio di un'azienda degli Sbeglia. La Cedam aveva infatti un debito da 3 milioni e mezzo con la vecchia Sicilcassa che, secondo le indagini, fu ripianato proprio dalla società degli albergatori Ponte che anziché acquisirla l'hanno mantenuta in vita drenando soldi dal patrimonio familiare. Sarebbe state emesse fatture per diversi lavori edili che non sarebbero stati realizzati.   
Secondo le indagini, Marcello Sbeglia avrebbe intrattenuto per conto del padre detenuto ai domiciliari, rapporti economici con gli albergatori Ponte. Per fare ciò si sarebbe servito del prestanome Brusca, utilizzandone la ditta per architettare un castello di fatture false e farsi pagare lavori per 400 mila euro, mai eseguiti, dagli albergatori stessi. Non a caso sotto inchiesta ci sono pure Daniele Di Domenico e Leonardo Tummiello, rappresentanti legali della F.Ponte nel 2010 e 2011.  
Le indagini hanno fatto scattare il commissariamento delle tre società degli albergatori palermitani, gestori degli hotel Astoria, Vecchio Borgo e Garibaldi: per sei mesi, la "Delta finanziaria spa", la "F. Ponte spa" e la "Vigidas srl" verranno gestite da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale misure di prevenzione.

editore:

This website uses cookies.