No ai souvenir mafiosi: danneggiano la Sicilia

Stop ai souvenir “di stampo mafioso”. A lanciare la campagna di sensibilizzazione “Io non sono mafioso” è la “Rete 100 passi” che punta così a far scomparire dai negozi gadget e prodotti con simboli mafiosi, dal “Padrino” al magnete con la coppola e la lupara e tanti altri oggetti.

“Basta con l’apertura di attività e la vendita di prodotti che diffondono la cultura dell’illegalità – dice Danilo Sulis, presidente della Rete 100 passi a La Sicilia – Per questo abbiamo lanciato una petizione e stiamo organizzando una riunione con Confcommercio e Confesercenti per bloccare queste iniziative che rilanciano un’immagine dell’Italia che offende le famiglie delle vittime di mafie e che sono anche strumento di diffusione, appunto, della cultura mafiosa. Nelle città turistiche italiane e, in particolare, in quelle della Sicilia – aggiunge Sulis – è normale trovare in esposizione t-shirt, statuette e gadget d’ogni genere che richiamano simboli e atteggiamenti mafiosi. Noi con la nostra iniziativa diciamo no al mafia brand dell’Italia nel mondo. L’impresa è ardua, ma insieme possiamo farcela”.

A spingere Sulis è stato il funerale romano di Casamonica, rimbalzato su tutti i media internazionale per l’ostentazione del simbolismo mafioso che, proprio per questo, non può essere considerato un innocua fonte di reddito.

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