Polemica su costruzione resort a Trappeto, sorgerà su sito archeologico

Ombre sul progetto di costruzione di un villaggio turistico a Trappeto in una località di interesse archeologico. A sollevare la questione è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che avendo accolto l’appello dell’associazione “San Cataldo – la baia dell’illegalità” e le segnalazioni dei lavori di sbancamento già avviati, propone il caso al gruppo M5S in Sicilia per l’eventuale vaglio in commissione Ambiente all’Ars.

“A San Cataldo, nell’area di Trappeto – spiega Corrao – è in progetto la costruzione di un complesso turistico alberghiero di 50 mila metri quadri in un’area dal grande interesse archeologico alla foce del fiume Nocella e dove sorgeva il porto normanno di Partinico descritto da Idrisi. Dalle segnalazioni in mio possesso – sottolinea l’europarlamentare – pare che la ditta potrebbe aver asportato migliaia di metri cubi di suolo dagli strati superficiali, già prima di ottenere i dovuti permessi e nella preoccupante inazione delle autorità di controllo preposte. Il territorio interessato è quello della baia di San Cataldo, ricadente nel comune di Trappeto (Città Metropolitana di Palermo), in sinistra idrografica del fiume Nocella. In questo tratto di costa, stando alla variante allo strumento urbanistico approvata lo scorso 28 novembre 2017 dal Consiglio Comunale di Trappeto, un privato (la ditta Alessandra Costruzioni 77 s.r.l.) potrà realizzare un complesso turistico alberghiero di quasi 50 mila metri quadrati per un valore stimato di circa 25 milioni di euro. Le particelle investite dalla variante erano in origine destinate a “verde agricolo produttivo. Peccato però – sottolinea Corrao – che l’area di San Cataldo costituisce un unicum ecologico e culturale dal fragilissimo equilibrio di macchia mediterranea e dove insistono testimonianze di frequentazione umana che risalgono alla preistoria”.

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