A Tindari in scena Antigone e Medea

Le eroine greche rivivono dal 22 maggio al Teatro dei due Mari

Con “Antigone” di Sofocle e “Medea” di Seneca si inaugura al Teatro dei due Mari di Tindari il ciclo 2007 degli spettacoli classici. L'”Antigone” va in scena il 22 maggio alle 18,30 e, a giorni alterni con Medea, gli spettacoli verranno rappresentati fino al 10 giugno. Le due tragedie sono forse le più belle e ‘tragiche’ di tutto il teatro classico. In “Antigone” l’impossibilità di mediare tra legge dello stato e legge del cuore, rappresentate rispettivamente dal re Creonte e da Antigone, figlia dello sfortunato Edipo, si risolve in una tragedia politica e morale, perché il venire meno alla legge morale significa, per il mondo antico, interrompere un equilibrio interno alla società e all’universo. In scena i due ruoli saranno recitati da Edoardo e Silvia Siravo, guidati dalla regia di Maurizio Panici. La “Medea” di Seneca, riscrittura latina dell’originale di Euripide, nella traduzione di Filippo Amoroso, sarà diretta da Alberto Gagnarli.
Medea, passionale e innamorata, vedendosi abbandonare da Giasone per sposare una donna più giovane e figlia di un re potente e generoso, per vendicarsi dell’amato ricorre ad un gesto estremamente tragico: uccide i suoi due figli. Medea è interpretata da Caterina Vertova, affiancata da Mico Magistro e Leonardo De Carmine.

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