All’Arsenale di Palermo una mostra dedicata all’archeologo Tusa

È stata inaugurata a Palermo, all’Arsenale della Marina regia in via dell’Arsenale 142, la grande mostra intitolata “Sebastiano Tusa, una vita per la cultura”, promossa e organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana diretta da Valeria Li Vigni.

Dalla scoperta del Satiro di Mazara del Vallo alla nave di Marausa, dal relitto di Cala Minnola a Levanzo alla scoperta del luogo dove si svolse nel 241 a.C. la Battaglia delle Egadi. Tutto il mondo di quello che un po’ era l’Indiana Jones siciliano, morto tragicamente in un incidente aereo nel marzo del 2019, è raccontato in questa esposizione.

Un percorso per immagini, testi, oggetti personali, reperti, documentari e installazioni multimediali. Immagini e reperti raccontano l’uomo e le sue intuizioni che hanno dato un grande contributo all’archeologia subacquea in Sicilia. Oltre alle scoperte nei fondali siciliani Tusa si impegnato nella creazione di una banca dati dei siti archeologici sommersi, nella creazione degli itinerari culturali subacquei, negli studi in campo etno-antropologico legato ai mestieri e ai riti del mare.

“Nella ricchezza di immagini, testi, oggetti personali e reperti, questa mostra – ha afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – racchiude un piccolo mondo dello straordinario universo di cultura, passioni, umanità che Sebastiano Tusa rappresentava. Egli, dotato di visione lungimirante e insaziabile sete di conoscenza, ha vissuto mettendo al centro del suo prestigioso percorso professionale il recupero della memoria storica, pur essendo sempre proiettato in un futuro fatto di innovazione e sperimentazione. Iniziative come questa contribuiscono a rendergli omaggio e consentono, a chi non lo ha conosciuto, di comprendere quanto Tusa abbia amato questa Isola”.

La mostra, visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17, è articolata in cinque sezioni: “La passione per l’archeologia”, “La storia storia dell’archeologia subacquea”, “Le ricerche istituzionali in Sicilia”, “Giass e Scras” e “La storia della Soprintendenza del Mare”. In esposizione anche reperti provenienti dai ritrovamenti e dagli scavi effettuati in tutta l’Isola.

 

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