La ripartenza del turismo tra rigidi protocolli, nuove responsabilità e costi alti

Ricco di spunti e di utili chiarimenti l’incontro di SKALacademy, rigorosamente online, che si è svolto stamattina dal titolo “RIPARTIAMO IN SICUREZZA – la disciplina normativa che tutela le attività imprenditoriali in tempo di Covid-19″.

Saverio Panzica, esperto di legislazione turistica, si è soffermato sulle linee guida in materia di turismo e trasporti divulgate dalla Commissione europea ma soprattutto sulla Circolare Inail n. 13/2020 che riguarda la responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio da Covid-19. (per consultare le slide clicca qui). Argomenti caldi su cui si sono confrontati alcuni manager alberghieri siciliani insieme a Giuseppe Noto, consulente del lavoro.

“Tutte queste nuove norme – ha osservato Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori Siracusa – stanno scoraggiando la riapertura degli hotel e anche il fatto che l’eventuale responsabilità del datore di lavoro non sia del tutto chiara pone dei seri problemi. Inoltre, rispettare tutte queste prescrizioni ha un costo soprattutto se consideriamo che gli alberghi del nostro territorio hanno fatto registrare sinora pochissime prenotazioni per il ponte del 2 giugno mentre per il l’intero mese di giugno l’occupazione si aggira intorno al 12%, incluso il corporate”.

Per Mario Attinasi, presidente di Assoimpresa, “la situazione drammatica, abbiamo una classe politica e burocratica inadeguata, e la ripartenza è un punto interrogativo. L’unica certezza sono i costi che ci troviamo ad affrontare considerato che non ci possono essere alternative alla riapertura delle nostre imprese”.

A proposito della preoccupazione che il dipendente contragga il covid sul luogo di lavoro, Marco Mineo, presidente di Assohotel Palermo, ha sottolineato: “si tratta non di un rischio lavorativo ma sociale, in qualunque posto possiamo contrarre questa malattia. Per dimostrare che i miei dipendenti non si ammalino sul posto di lavoro, l’unico mezzo è seguire i protocolli. Possiamo solo investire sulla sicurezza per poter riaprire. Di tre decreti fatti dal governo non ce n’è uno dedicato al turismo, e non c’è neppure una linea concordata con l’Ue, si parla di corridoi preferenziali, quando invece dovremmo avere regole chiare e pari opportunità tra i vari Stati europei”.

Quindi è intervenuta Ornella Laneri, ceo dello Sheraton Catania: “come imprenditori abbiamo il  rischio di impresa. Io sono d’accordo sul supporto dello Stato ma dico no all’assistenzialismo”.

Infine Marco Salerno, ex direttore generale dell’Assessorato regionale al Turismo, ha ribadito l’importanza di insistere su nuovi processi di sburocratizzazione per aiutare il rilancio del comparto turistico, ma non solo.

 

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