Aliscafo contro scogli, a Linosa come a Trapani nel 2008

Protagonisti la stessa imbarcazione e lo stesso comandante, tra l’altro già condannato

Un aliscafo di Ustica Lines in viaggio da Porto Empedocle a Lampedusa si è schiantato ieri sera contro gli scogli mentre stava per attraccare al molo di Linosa, tappa intermedia del viaggio. La stessa imbarcazione, l'Ettore Majorana, guidata dallo stesso comandante, Giuseppe Banano, l'8 agosto del 2008 era finita violentemente contro la diga foranea del porto di Trapani. Per quell'incidente l'ufficiale aveva patteggiato una pena a un anno e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di un ammenda di 400 euro e al risarcimento delle parti civili. Allora infatti fu strage sfiorata: decine i feriti, molti gravi. Questa volta i casi più seri sono due: quello di una donna di 75 anni che avrebbe il femore fratturato e quello di un uomo col braccio spezzato. Una decina, invece, i contusi portati al Poliambulatorio di Lampedusa.
Sull'incidente, che ha sinistre coincidenze con quello di tre anni fa, – oltre al fatto che sono coinvolti la stessa imbarcazione e lo stesso capitano, anche in questo caso i passeggeri parlano di eccessiva velocità – verranno aperte due inchieste. Una dalla procura di Agrigento; l'altra dalla Guardia Costiera. Intanto, stamattina la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta per l'ipotesi di reato di disastro navale. "Abbiamo già predisposto – spiega il procuratore capo Renato Di Natale – l'acquisizione della scatola nera dell'aliscafo che ci darà contezza della velocità del mezzo, i rilievi fotografici per farci ricostruire il punto di impatto e la dinamica dell'incidente e degli accertamenti meccanici". Il comandante è stato indagato.
L'aliscafo "Ettore Majorana" della compagnia Ustica Lines non è però sequestrato. Al momento rimane ancorato alla banchina di Linosa per gli accertamenti predisposti dalla procura ed eseguiti dalla guardia costiera di Lampedusa.
Anche questa volta, come tre anni fa, a causare l'incidente potrebbe essere stata l'eccessiva velocità dell'aliscafo, come hanno raccontato alcuni passeggeri.

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