Rfi, protesta lavoratori blocca lo stretto per 7 ore

Mercoledì 7 febbraio incontro a Roma con il ministro Bianchi

Per sette ore i lavoratori di Rfi dello Stretto hanno bloccato tutte le navi alla stazione marittima di Messina. I dipendenti protestano contro la politica di dismissioni e tagli dell’azienda e in particolare con l’adozione delle cosiddette tabelle a 7 che prevedono la riduzione degli equipaggi nelle navi, con una diminuzione da tre a due persone su ogni imbarcazione: provvedimento che complessivamente farà perdere il posto a quasi 100 lavoratori a Messina. La situazione è tornata alla normalità solo dopo che il prefetto di Messina, Stefano Scammacca, ha chiesto con un’ordinanza a Rfi di procrastinare l’inserimento di queste nuove tabelle a dopo l’incontro con il ministro Alessandro Bianchi previsto per il prossimo 7 febbraio a Roma. Intanto, continuano le proteste dei pendolari che hanno formato nei giorni scorsi un comitato spontaneo e hanno raccolto oltre 3.000 firme per chiedere che venissero garantiti gli stessi collegamenti di linea presenti prima della collisione tra l’aliscafo ‘Segesta Jet’ e la nave portacontainer ‘Susan Borchard’ dello scorso 15 gennaio. “L’incontro convocato dal ministro dei Trasporti Bianchi per il 7 febbraio prossimo sui temi della sicurezza dello Stretto – afferma il segretario generale della Cisl di Messina, Maurizio Bernava – deve essere un’occasione in cui sindacati, enti locali ed istituzioni del territorio devono pretendere l’avvio di una sede di confronto ufficiale con il Governo ed i vertici di RFI per definire interventi immediati per potenziare la flotta Fs”.

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