Tassa soggiorno ad Agrigento? Pullara: suicidio per turismo

Accantonata qualche mese fa, la proposta è stata rilanciata per risollevare i conti del Comune

Proprio nel bel mezzo della stagione estiva, ad Agrigento si riaffaccia il fantasma della tassa di soggiorno. Nello sforzo di far quadrare i conti, un dirigente comunale avrebbe rilanciato l'idea di istituire la tassa che dovrebbero pagare i turisti che pernottano in città. Proposta che era stata già accantonata mesi fa.
Sul tema è intervenuto Paolo Pullara, presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi. "La tassa di soggiorno ad Agrigento risulterebbe un grave danno per l'intera economia agrigentina in quanto è un grave deterrente per il turista, che, tassato come cittadino tutto l'anno, preferisce sicuramente andare in destinazioni che non applicano la tassa di soggiorno.
L'effetto immediato della tassa di soggiorno sarebbe una sicura diminuzione delle presenze ad Agrigento, e gli albergatori per mantenere le tariffe competitive sarebbero costretti a ridurre le tariffe ben oltre il valore della tassa di soggiorno per compensarne l'effetto psicologico negativo. Le tariffe alberghiere già oggi, per gli effetti negativi della crisi, si son ridotte ad un valore che già mette a rischio la stessa sopravvivenza delle aziende alberghiere, prova ne è la chiusura di diverse strutture agrigentine.
Risulta quindi chiaro che se la proposta di questo dirigente comunale fosse accolta la conseguenza sarebbe la chiusura di altre strutture ricettive ad Agrigento con perdita di altri preziosi posti di lavoro.
Pertanto, chiediamo all'amministrazione comunale di fare chiarezza, magari pubblicamente in una riunione con tutta la filiera turistica e le rappresentanze di categoria, e ascoltare le nostre argomentazioni contro una scelta suicida per l'economia agrigentina come sarebbe la tassa di soggiorno".

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