Cervinia non cambia nome, dietro front dopo polemiche

Marcia indietro a Cervia per il cambio nome. La città, infatti, tornerà a chiamarsi Breuil-Cervinia dopo 24 ore di furiose polemiche. L’amministrazione comunale di Valtournenche e la Regione Valle d’Aosta hanno avviato l’iter per modificare nuovamente la denominazione della località turistica accantonando il nome ‘Le Breuil’. Ad annunciarlo la sindaca Elisa Cicco, al termine di una riunione in Regione.

Si mette così fine a una querelle che ha avuto una vasta eco mediatica, sfociando nella diatriba politica. Senza contare i malumori a Cervinia, in particolare tra gli operatori turistici. I primi a entrare nella contesa sono stati i rappresentanti di Fratelli d’Italia. Durissime le parole di Alessandro Urzì, capogruppo FdI in commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, che ha parlato di “una furia ideologica che trova eguali solo nell’opera di rimozione dell’identità storica concepita dai talebani”.

Il ministro del turismo, Daniela Santanché, aveva precisato: “Cervinia cambia nome e io non ne capisco il motivo. La nota località sciistica  è riconosciuta in Italia e nel mondo come tale e un così drastico cambiamento non può che nuocere al settore turistico alberghiero e all’immagine di tutta la Valle d’Aosta”.

La vicenda risale al 2011, quando fu avviata la procedura per arrivare alla determinazione ufficiale dei toponimi del piccolo paese valdostano. A sollecitare l’iter era stata l’Agenzia delle Entrate per fare chiarezza sull’anagrafe fiscale dei contribuenti. E’ stato un percorso lungo, spesso interrotto, condotto da una commissione comunale. Alla fine, nell’aprile scorso, l’allora giunta comunale guidata da Jean-Antoine Maquignaz decise di dare il via libera alla modifica del nome con una delibera: da Cervinia a Le Breuil. Non è stata una leggerezza, gli amministratori erano consapevoli della pratica in atto. Doveva così sparire la denominazione introdotta nel 1934 per il villaggio nato nella conca sotto la Gran Becca. Un nome attribuito durante il fascismo, un nome che lassù non è mai stato amato come quello tradizionale (anche questo aspetto è stato sollevato nelle discussioni tra gli amministratori locali), un nome però che è conosciuto in tutto il mondo. Nell’aprile 2023 la giunta di Valtournenche ha approvato la delibera nella sua autonomia, la Regione ha ratificato il provvedimento a settembre. Ora il dietro-front che riporta la pace ai piedi del Cervino.

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