Federalberghi Veneto tira le somme dell’estate e registra fatturati a -65%

Estate 2020: odissea nelle città d’arte; le spiagge risalgono con la parentesi felice di agosto (che le solleva, ma non le salva), mentre la montagna regge, ma non tanto da recuperare le perdite di giugno e luglio. Le terme registrano minime dello 0% a giugno e massime dell’80% ad agosto, mese quest’ultimo che ha dato respiro anche al Lago di Garda, martoriato però dal maltempo negli ultimi dieci giorni.

Le buone performance di agosto, con risultati in molti casi insperati, non basteranno a raddrizzare il bilancio di una stagione storta, che da maggio ad agosto, nelle strutture alberghiere aperte, ha visto perdite di fatturati comprese fra il 30% e il 95%.

In quanto ai bonus vacanza, sono stati numerosi i turisti che si sono presentati in albergo chiedendo di poterli utilizzare così com’è stata complessivamente buona l’accettazione da parte degli albergatori. A padroneggiare meglio questo strumento sembra siano stati gli italiani di origine straniera (badanti e dipendenti originari dell’Est Europa o della Cina).

È il quadro che emerge dal check di Federalberghi Veneto, con il supporto dei dati di H-Benchmark, la piattaforma web di Hospitality Data Intelligence che registra dati e informazioni direttamente dai gestionali degli hotel e li restituisce alle imprese come informazioni aggregate.

“Purtroppo il 2020 si conferma come ‘annus horribilis’ del turismo, non solo in Italia – commenta il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli – Nello specifico veneto, il consuntivo è in linea con le nostre previsioni, fatti alcuni distinguo: un po’ meglio il ferragosto al mare, ma molto peggio le città d’arte, delusione in montagna e, in prospettiva, per le terme e il lago. Adesso arrivano i mesi più duri”.

“Ribadiamo la nostra richiesta al governo di dichiarare lo stato di crisi del settore e porre in atto tutte le misure conseguenti per mettere in sicurezza le aziende e i lavoratori”, conclude il presidente di Federalberghi Veneto.

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