Venezia dichiara lotta ai gabbiani e chiede aiuto per allontanare i pennuti

A Venezia è stata vinta la battaglia con i piccioni che per decenni hanno lasciato i loro ‘regalini’ su di monumenti e residenti. Adesso però la lotta è con i gabbiani, che hanno scelto Piazza San Marco e i suoi caffè all’aperto come terreno di caccia ideale per le loro scorribande aeree in cerca di cibo. I pennuti calano all’improvviso sui piatti portati dai camerieri e fanno razzia di stuzzichini e pizzette, rompendo piatti e bicchieri davanti agli occhi dei turisti. Non sono mancate le azioni di scoraggiamento messe in atti dai ristoratori ma nulla è servito.   

“Servirebbe una soluzione più drastica – dice Alberto Nardi, presidente dell’Associazione Piazza San Marco – per esempio impiegare un falconiere come negli aeroporti. Tutti gli altri sistemi, come gli olii essenziali repellenti, ammette, si sono rivelati insufficienti”.

Nardi lancia un appello alle altre città italiane e straniere, non solo marine, perchè suggeriscano, sulla scorta delle loro esperienze, la soluzione migliore al problema. Intanto, per frenare l’offensiva dei gabbiani, propone la cura-piccione: ridurre al minimo la possibilità per i pennuti di ottenere cibo dai turisti, come si fece allontanando d’imperio i venditori di granaglie dalla piazza.
“Togliere dalla piazza gli ambulanti che vendono mais – ricorda Nardi – ha consentito di ridurre del 50% il numero dei colombi”. La raccomandazione, dunque, è di evitare di abbandonare i sacchetti di cibo nell’area marciana, ridurre il cibo da strada e non gettare a terra i panini sbocconcellati.

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