Grandi navi a Venezia, critiche e consensi al nuovo decreto 

Dopo i  primi consensi, il decreto legge sulle Grandi Navi a Venezia comincia a registrare i primi dissensi.
Un plauso all’iniziativa viene dalla direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, che definisce  la decisione “una gran bella notizia e un passo importante, che contribuisce in modo significativo alla tutela di questo luogo  patrimonio dell’umanità”.
Sono tuttavia le uniche voci favorevoli al decreto che viene criticato e in città, sia dai favorevoli sia dai contrari ai passaggi delle ‘navi bianche’. A partire dai comitati ‘No Navi’, che stigmatizzano il fatto che “le compagnie non risarciscono i danni provocati alla città e ai suoi abitanti, ma vengono risarcite per non passare più davanti a San Marco”. E se dagli armatori della Clia non viene un ‘no’ ad approdi alternativi, la Venezia Terminal Passeggeri (Vtp), sostiene che il dl “di fatto cancella arbitrariamente la possibilità di utilizzo del terminal di Marittima in concessione a Vtp fino al 2025, cioè cancella la concessione in modo unilaterale, violando norme nazionali e comunitarie”.
Una situazione che avrà il suo primo epilogo entro un paio di settimane, quando a Venezia arriveranno le ultime tre crociere prima dello stop definitivo dal primo agosto.
Da parte degli albergatori si paventa invece il ritorno di “valanghe di torpedoni – ha detto il direttore dell’Ava, Claudio Scarpa – che scaricheranno turisti pendolari e non stanziali. Così si scalano i costi, ma diminuiscono i guadagni”. E Nicola Pellicani (Pd) chiede “più politica e meno commissari.  La parola passi alle forze politiche, economiche e sociali della città. Non si può pensare di governare Venezia solo per decreto”.
Gli ultimi dubbi riguardano l’ammontare dei ristori a lavoratori e imprese, per cui il presidente del Veneto Luca Zaia ha assicurato che i tecnici di Regione e governo stanno già lavorando. Anche dai sindacati si chiedono “certezze e non promesse”.

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