Venezia-Firenze, Venturini chiede più poteri per le città d’arte

Il ‘decalogo’ per le città d’arte promosso dai comuni di Firenze e di Venezia “chiede che queste realtà, che sono le più significative e trainano maggiormente il Pil turistico dell’intero paese, siano coinvolte a livello centrale, nei processi decisionali e nelle politiche strategiche che ruotano intorno al turismo”. A ribadirlo l’assessore comunale al Turismo di Venezia, Simone Venturini, durante la Bit Digital Edition.
“Abbiamo benedetto la nascita di un ministero per il Turismo – ha sottolineato Venturini – perché finalmente si capisce che il turismo non è una cosa che capita dal cielo, ma è un’industria e come tale va coltivata, studiata e fatta oggetto di un piano industriale serio, di un piano strategico. Dall’altra parte, però, crediamo che questo ministro del Turismo debba avere come interlocutore non solo le Regioni ma anche le principali città d’arte, perché credo che siano i campioni nazionali che devono essere messi nelle condizioni di competere con altri campioni internazionali”.       Venturini ha ricordato che “Firenze e Venezia sono le due città più ‘famose’ sul piano del turismo internazionale per le loro bellezze storiche ma anche quelle più ‘esposte’ al cosiddetto turismo di massa, che porta vantaggi per alcuni e svantaggi per altri temi. Per questo hanno chiesto, oltre a un coinvolgimento particolare, anche dei particolari poteri per gestire, per regolare e per essere ancora di più a disposizione della ripartenza. Questo e i prossimi governi dovranno capire che tipo di ruolo dare alle città d’arte per mettere nelle condizioni di essere ancora più la ‘locomotiva’ per la ripartenza turistica del Paese”, ha concluso.

editore:

This website uses cookies.