Ercolano chiude perchè il custode si ammala

Il malore improvviso di un addetto alla vigilanza del sito archeologico di Ercolano ha causato la chiusura anticipata del sito e la fine delle visite per i turisti. La vicenda ha fatto riemergere la questione della carenza degli addetti alla vigilanza: sono 36 distribuiti su 5 turni (mattina, pomeriggio, notte, franco e riposo).

“La situazione – spiega Massimo Osanna, soprintendente per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia – è già all’attenzione del Mibact e con il ministro Franceschini si sta provvedendo a mettere a punto una convenzione Ales ad hoc per Ercolano, al fine di garantire una soluzione definitiva e assicurare, oltre alla tutela, anche la massima offerta di visita dell’area archeologica”.   

La Soprintendenza ha sottolineato “la criticità della situazione che da tempo ormai grava sui siti archeologici vesuviani”. Negli scavi di Ercolano si può disporre di un massimo di 6-7 custodi per turno per un’area di 4,5 ettari, dotata di 3 ingressi, anch’essi da sottoporre a controllo.

Ogni anno a visitare gli scavi di Ercolano sono circa 300 mila persone, per la maggior parte stranieri. L’area archeologica di Ercolano dal 1997 è stata inserita, insieme agli Scavi di Pompei e alle ville di Oplontis, nella lista dei siti del Patrimonio Unesco.    

“L’improvvisa chiusura dell’ingresso degli Scavi di Ercolano per carenza di personale danneggia un parco archeologico che negli ultimi anni è diventato una delle eccellenze nel panorama culturale italiano”, ha commentato Ciro Buonajuto, sindaco della cittadina vesuviana.

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