Pmi di commercio e turismo, fuga dalla Campania

La criminalità stringe nella morsa la piccola impresa

Commercio e turismo sono i due settori delle pmi che in Campania vedono gli imprenditori disposti a chiudere o a trasferirsi altrove. Lo rivela un'indagine di Confcommercio realizzata con la collaborazione con Format-Ricerche di Mercato. Anche se nel 2009 sono aumentate rispetto al 2008, a livello nazionale, le piccole e medie imprese che, nonostante il rischio di subire rapine, furti o estorsioni hanno deciso di non cedere la propria attività e non prendono neanche in considerazione l'idea di trasferirsi altrove, in Campania, invece, il 5,7% delle Pmi sta considerando l'ipotesi opposta, contro l'1,9% della media nazionale e l'1,3% ha già deciso di chiudere o cedere la propria attività, contro lo 0,6% della media Italia. Nella regione, l'incidenza della criminalità sulla competitività delle piccole e medie imprese si registra ancora più forte e dirompente rispetto al resto del Paese. L'abusivismo, ad esempio, pesa sulla competitività del 31,4% delle Pmi (+6,6% rispetto al dato nazionale), la contraffazione commerciale per il 28% (+5,8%) e l'azione della criminalità per 24,3% (+8,7%). Un impatto negativo che si registra soprattutto per le imprese del commercio e del turismo.

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