Inaugurato MIA, il Museo Immersivo Archeologico di Avella

Taglio del nastro al Palazzo Baronale di Avella per l’inaugurazione del MIA – Museo Immersivo Archeologico alla presenza di Domenico Biancardi, sindaco di Avella e presidente della Provincia di Avellino e Francesca Casule, Soprintendente ABAP di Salerno e Avellino.
“Il MIA – ha sottolineato il Presidente Biancardi – giocherà un ruolo di primo piano per Sistema Irpinia. Siamo orgogliosi del lavoro realizzato. E non possiamo nascondere l’emozione per il traguardo che abbiamo tagliato. Il Museo Immersivo e Archeologico costituisce un fiore all’occhiello per la comunità locale e per l’intera provincia di Avellino”.
L’inaugurazione del MIA costituisce, nello stesso tempo, il primo evento di portata storico culturale nazionale, oltreché regionale e provinciale, nell’ambito del piano di valorizzazione territoriale denominato Sistema Irpinia. Il museo si snoda lungo un percorso scandito da 9 sale + sala educational in grado di offrire esperienze di immersione coinvolgenti ad angolo di 360 gradi nella storia di Avella, l’Abella romana passata sotto la protezione dei Romani nel 399 a.C., grazie alle nuove tecnologie messe in campo da ETT per valorizzarne il patrimonio culturale portando alla luce aspetti finora rimasti oscurati dal tempo.
“Nonostante ETT abbia una lunga tradizione nella realizzazione di allestimenti museali a elevata intensità esperienziale, ci sentiamo di dire che il MIA di Avella costituisce uno degli esempi più riusciti che ci fa capire come la tecnologia non solo supporta lo studio della storia, ma ne sia al tempo stesso fattore di valorizzazione. Grazie ad essa, infatti, vengono portati alla luce aspetti finora rimasti oscuri. L’oggettivazione dei fatti a più angolazioni e analizzati da punti di vista differenti, messi in connessione simultanea, sta affermandosi come metodo conoscitivo innovativo che può mettere in relazione discipline di studio diverse come archeologia, storia o approccio geografico”, ha detto Giovanni Verreschi, ad di ETT S.p.A.
Dall’età del rame e del bronzo (2000 a.C.), alla colonizzazione greca, fino all’età romana e all’epoca moderna attraverso il medioevo, il Museo si sviluppa e si snoda, sulla base delle nuove tecnologie sfruttate da ETT, lungo un percorso multimediale caratterizzato da proiezioni, suggestioni grafiche, quadri parlanti e postazioni di Realtà Virtuale per raccontare la storia della città famosa per la nux avellana, il frutto del nocciolo che in spagnolo è appunto chiamato avellana. La narrazione della storia di Avella si intreccia con gli eventi di stampo internazionale per contestualizzare l’evoluzione del territorio irpino. Postazioni educational dedicate al pubblico non vedente e ipovedente completano l’experience.
Grazie alle tecniche immersive, coniugate con una profonda conoscenza della storia del territorio, è stato possibile produrre per il pubblico la possibilità di immedesimarsi con eventi e protagonisti dalle diverse epoche, tematizzate in ciascuna delle 9 sale del percorso studiato per il visitatore.
I curatori del Museo hanno avuto un occhio particolare anche per i visitatori della generazione Z, ai quali sono dedicate nella sala Education tre postazioni di apprendimento e gaming allo stesso tempo (edutainment): attraverso la Near Field Communication (Tag NFC, comunicazione di prossimità a elevati livelli di interazione) i giovani possono rapportarsi con la figura dell’archeologo e ingaggiare un’attività basata sul concetto di gamification. Parallelamente, folklore, cibo e moda irpini possono essere conosciuti con l’utilizzo di una scrivania touchscreen, mentre i siti dei castelli riprodotti su schermi da 55 pollici raccontano le vicissitudini dei personaggi ospitati al loro interno.
Riproduzioni 3D di reperti, infine, sono state posizionate in modo tale da auto-descriversi a livello sonoro se appoggiate sull’apparato sensoristico di un tavolo, a vantaggio dei visitatori ipovedenti.

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