Federalberghi Fvg, Schneider: si faccia chiarezza su Green Pass

“La stagione estiva era partita molto bene. Ora si lavora, soprattutto nei weekend, ma cominciano a farsi sentire gli effetti dell’incertezza che generano la diffusione della variante Delta del Coronavirus e il balletto di notizie attorno all’obbligo del Green Pass in alcune circostanze o per vivere certe esperienze”. È la sintesi della presidente di Federalberghi Fvg, Paola Schneider, che dà conto dell’andamento del settore turistico di riferimento a circa metà stagione 2021. “Le variabili in campo sono diverse – prosegue – e di conseguenza sono complesse le scelte sia per i turisti sia per gli operatori, che non hanno un orizzonte chiaro per operare delle decisioni riguardo a impegni, investimenti, assunzione di personale”.
La presidente Schneider certo rifugge da ogni negatività, perché “occorre cogliere tutti i segni positivi che possono esserci. Tuttavia – osserva realisticamente –, è innegabile che stiamo vivendo un’estate problematica e come tale siamo chiamati a gestirla.
Giugno – prosegue – ha rappresentato un buon momento, perché l’allentamento delle misure dopo tante restrizioni ha generato un senso di libertà che si è subito percepito nel flusso turistico”.
Ora però la struttura alberghiera del Friuli Venezia Giulia è diventata un buon osservatorio di una popolazione incerta.
“Le chiamate per richiedere informazioni e cercare rassicurazione sono tante, ma poi non sempre si concludono con la prenotazione, perché gli interrogativi sull’evolversi della situazione pandemica restano significativi”, aggiunge Schenider. Inoltre, gli annunci della Francia riguardanti l’obbligo del Green Pass per accedere ad alcuni ambienti hanno avuto ripercussioni già a livello europeo. I tedeschi, per esempio, abituali frequentatori del Friuli Venezia Giulia, sembrano essersi messi alla finestra, in attesa di vedere quali decisioni assumerà l’Italia al riguardo.
Da qui l’auspicio che “si faccia chiarezza al più presto quanto meno su chi deve usare il Green Pass e in quali circostanze diventa obbligatorio, per ridurre quello stato di incertezza che sta rallentando la voglia di vacanza che noi comunque percepiamo nelle persone”, conclude Schneider.
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