Confindustria: no alla tassa di soggiorno

Aica: presenze in aumento ma le tariffe alberghiere sono in netta contrazione

Nuovo no alla tassa di soggiorno a Roma. Questa volta il rifiuto arriva in maniera congiunta da Confindustria Aica, Confindustria Alberghi  e Federturismo Confindustria. "La tassa di soggiorno così come è stata formulata nel testo della manovra economica appena approvata – dice il presidente di Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colaiacovo – è una tassa sulle imprese che colpisce le aziende alberghiere e con esse l'intera filiera di settore proprio in un momento di gravissima crisi come quello che stiamo vivendo". Secondo il presidente di Confindustria Aica, Elena David, "i dati relativi ai primi cinque mesi dell'anno sono chiari: a fronte di un recupero dell'occupazione nella città di Roma (+12,7% rispetto all'analogo periodo 2009) le tariffe alberghiere sono in netta contrazione. La tendenza è chiara, valori come quelli ipotizzati nella manovra, con 4 o 5 euro in più a persona, graverebbero esclusivamente sulle imprese andando ad eroderne i ricavi". "In termini operativi poi – aggiungono le due presidenti di Confindustria Aica e Confindustria Alberghi – questo ruolo di "sostituto di imposta" affidato agli alberghi comporterebbe ulteriori costi gestionali ancora una volta in capo alle aziende, oltre alle controversie che inevitabilmente comporterebbe per contratti già definiti con adv e TO".

"L'industria turistica italiana – commenta il presidente di Federturismo Confindustria Daniel John Winteler – già oggi è chiamata a pagare un prezzo molto caro nel confronto con altre destinazioni che presentano costi d'impresa nettamente inferiori, energia, costo del lavoro, iva, tassazioni e burocrazia. Invece di programmare altri aggravi fiscali, sono necessari interventi come quelli sulla destagionalizzazione".

 

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