Colle Infinito, Cds boccia ricorso Mibact per recupero casolare

Ancora una volta esce vincitrice la proprietaria del casolare nell’area del Colle dell’Infinito a Recanati, da anni in contenzioso con il Mibact per un progetto di ristrutturazione che secondo la Soprintendenza rappresenterebbe un vulnus per i luoghi e il paesaggio cantati da Giacomo Leopardi. Il Consiglio di Stato, infatti, con un’ordinanza ha rigettato l’istanza proposta dal Mibact e dalla Soprintendenza, che chiedevano la sospensione dell’esecutività di una precedente sentenza del Tar Marche (n. 429 del 2015). 

La sentenza aveva annullato l’ennesimo parere negativo espresso dalla Soprintendenza marchigiana al recupero del casale. A darne notizia Alessandra Piccinini, avvocato che rappresenta la signora Anna Maria Dalla Casapiccola.    

Il CdS  ha condannato il ministero a rifondere le spese processuali. L’auspicio del legale è che ora la Soprintendenza, “nell’interesse della salvaguardia ambientale, conceda il parere favorevole al progetto presentato, assolutamente in linea con i valori paesaggistici del luogo, e permetta il recupero del casale da troppo tempo abbandonato al degrado”.   

Il progetto di ristrutturazione del rustico era avversato anche dal Comune di Recanati, che aveva negato l’autorizzazione paesaggistica richiesta dalla proprietà. Il ‘no’ della Soprintendenza, che nei vari gradi di giudizio è stata affiancata da Italia Nostra e dal Fai, si basava sul fatto che l’area sarebbe risultata inedificabile per un accordo tra il Comune e la proprietà, l’intervento supererebbe i limiti del restauro e risanamento conservativo, perché comporta l’ampliamento dell’edificio.

L’area inoltre è sottoposta ad un vincolo di tutela che riguarda non solo gli interventi sul Colle, ma anche la visuale verso il Colle e l’intera valle, gli aumenti di cubatura sarebbero visibili dai punti osservazione circostanti e precluderebbero “un armonico inserimento del fabbricato nella cornice ambientale”.

 

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